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CRONACA DI UNA VISITA A TRIESTE- Gorizia e Monfalcone di Giorgio Napolitano...
articolo tratto da :
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E' il 27 del mattino, Giorgio napolitano seguito dalla sua Corte di ben 2 Pulman, tutta gente al suo servizio, e che dormirà nei migliori alberghi della città parte per andare a Monfalcone dove farà visita agli operai, e poi andrà a Gorizia e mentre passa per la strada, circondato dal suo costoso seguito (come un imperatore dei vecchi tempi) nelle viuzze circostanti intanto, lontano dallo sfarzo di tutti quelli che vogliono vive re di luce riflessa, basta guardarsi intorno per vedere persone anziane che vanno a prendere da mangiare alla caritas, altri che trafficano nella monezza per trovare qualcosa da mangiare, e altre persone che si arabbattano per sbarcare il lunario, i precari, i senza fissa dimora, chi è costretto a vivere con i genitori, donne che vorrebbero avere figli ma non se li possono permettere, in un paese in cui fare la spesa e benzina è un lusso, e la Povertà bussa alla porta di tutte le case della maggioranza degli italiani, qualcun altro vive nello sfarzo nel nome del popolo.

Prosseguiamo nella Cronaca
Trieste - ore 09.00

Quel Giorno Pietro Molinari di buona lena, forte anche dell'assoluzione da parte della magistratura per l'offesa alla più alta carica dello stato, decide di approffittare della visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fargli visita e chiedergli di agire per difedere la Costituzione, visto che da anni tutti i parlamentari violano l'art.94 della Costituzione e per fare questo vuole andare davanti al palazzo della Prefettura di Trieste e consegnare un plico in cui ci sono tutte le sue lettere scritte al Presidente, ma il Buon Pietro non sa cosa lo sta aspettando e quando scende le scale del magazzino dove dorme e uscito in strada trova ad aspettarlo tre "pretoriani" della D.I.G.O.S. che gli chiedono dove stia andando...e lui candidamente gli dice che vuole consegnare le lettere al presidente e loro lo portano Questura dal Dott. Carrocci, capo dell'Ufficio della D.I.G.O.S. Triestina, il quale gli chiede di desistere da questa sua iniziativa.

Pietro vista la mal parata informa il Dottore che non farà assolutamemnte niente a Trieste e che se ne va a Palmanova a trovare degli amici.

Trieste - ore 09.30
Pietro uscito dalla Questura monta in macchina e inizia il suo viaggio verso Palmanova
e quando arriva a Monfalcone mette giù la macchina e vuole approffitare della visita del presidente al Cantiere navale per consegnarli il plico.
Scende dal mezzo e prende le carte e viene subito Circondato dai Pretoriani che lo portano al commissariato locale per essere identificato.

Monfalcone - ore 10.00
I pretoriani nel frattempo mentre è nell'ufficio per essere identificato gli sequestrano tutto il materiale presente nel mezzo con l'accusa di aver oltraggiato la più alta carica dello stato.

Pietro li informa che la magistratura lo ha già assolto per questa accusa e da a loro copia della sentenza che lo scagiona, ma nessuno vuol sentire niente è lo informano che lo portano a Gorizia in Questura per fare le foto segnaletiche e tutto il resto.

Gorizia - ore 11.00
Pietro è in Questura i Pretoriani lo portano dalla Polizia scientifica per le foto segnaletiche e gli prendono le impronte come se fosse un terrorista, perchè ha voluto fare una cosa che il diritto e la Democrazia nel nostro paese gli consente e per cui è già stato assolto dalla Magistratura competente.
E' trattenuto fino a nuovo ordine.

sono le 15.00 del pomeriggio
Pietro viene riportato a Monfalcone al Commissariato e quando arriva viene fatto entrare in una stanza e gli viene sottoposto un verbale di sequestro del materiale rinvenuto nel suo mezzo e gli viene chiesto di firmare i verbali in cui lo si accusa di aver offeso la più alta carica dello Stato.
Pietro ritorna a informare la polizia locale di essere già stato assolto ma nessuno lo sta a sentire al che si rifiuta di firmare i verbali.

Monfalcone - 15.30
Pietro, viene rilasciato e torna a Trieste, sempre inseguito dai Pretoriani e quando arriva
in città va a Piazza Venezia sceso dal auto gli uomini della D.I.G.O.S. gli vanno incontro e lui comincia a Gridare che Napolitano è un Traditore della Repubblica e ha violato anche lui la Costituzione.
Gli Uomini della Digos lo prendono e lo portano via immediatamente in Questura.
Appena arrivato davanti al Dott. Carrocci, la prima cosa che il dottore gli dice-: "la Faccio Ricoverare, o la metto in prigione"

Dopo alcune ore Pietro Viene rilasciato.

Secondo Pietro Molinari, Giorgio Napolitano è un Traditore della Repubblica perchè non ha fatto arrestare i parlamentari per le violazioni all'ordinamento costituzionale che lui essendo Presidente della Repubblica ha il dovere di DIFENDERE e Salvaguardare.

Noi dal nostro punto di vista quello che abbiamo da dire al Nostro caro presidente è che in un paese civile, IL DIRITTO ALL'OPINIONE è un FONDAMENTO DELLA DEMOCRAZIA ANCHE L'OPINIONE CONTRARIA.

E la Carta dei diritti dell'Uomo sottoscritta anche dall'Italia è un accordo, un trattato, un patto e come tale và rispettato.

E poi in un momento di crisi come questo, in cui la gente fa fatica ad arrivare a fine mese... per chi ci arriva, basti pensare al Precariato... non sarebbe il caso di cominciare a tirare la cinghia anche al Quirinale?