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youtube Master transessuale santo omosessuale ministro di mio Dio JHWH holy il VIVENTE di ISRAELE ] ok, hai vinto tu! QUESTA MATTINA come, io SONO ENTRATO IN CHIESA, in ritardo, ero così in ritardo, che era il momento dell'omelia, e la prima parola che ho sentito è stata detta dal PRETE nella omelia, lui ha DETTO: "NON TEMERE IO NON TI ABBANDONERÒ MAI!" ... ed, io avevo chiesto a JHWH holy di sentire una parola, di Dio per voi, in vostro favore! [ io mi impegno a portarvi tutti in Paradiso a queste condizioni: 1. Abolizione ideologia del GENDER DARWIN! 2. abolizione matrimonio gay! 3. abolizione adozioni bambini gay! 4. obbligo di salvare, custodire educare tutti i bambini abbandonati per la strada! 5. rifiuto di ogni: promiscuità, impudicizia, adulterio prostituzione e pornocrazia [ tranquillo: DIO MI HA AUTORIZZATO!
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Tu sei schiavo impuro dhimmi in Sharia Law: teologia sostituzione genocidio
Erdogan la canaglia, ha detto: " lottiamo contro il terrorismo " QUINDI LUI HA DECISO DI DICHIARARE GUERRA ALLA LEGA ARABA shariah teologia della sostituzione, senza reciprocità? proprio lui è il terrorismo islamico nazista sharia [ La Turchia imprigiona pastore statunitense con l'accusa di terrorismo ''. Pubblicato: 9 Dic 2016 da Barbara G. Baker. Andrea e Norine Brunson. Andrea e Norine Brunson. World Watch Monitor UPDATE (9 dicembre): Un giudice turco ha inviato Rev. Andrew Brunson al carcere a Izmir oggi, 64 giorni dopo il pastore Stati Uniti e sua moglie, Norine, sono stati arrestati il ​​7 ottobre nell'ambito del ministero dell'Interno ordini di espulsione. Anche se la moglie è stato rilasciato il 19 ottobre e dato un permesso estesa per rimanere nel paese, Andrew Brunson è stato tenuto dal 20 ottobre presso il centro di detenzione Harmandali sul bordo settentrionale di Izmir.
Il 48-year-old è stato trasferito durante la notte su 8 dicembre in un centro di lotta al terrorismo, prima di essere portato davanti a un tribunale di Izmir oggi (9 dicembre) per l'interrogatorio. Il protestante americano sentito oggi per la prima volta le accuse depositate contro di lui, che a quanto pare ha spinto il suo arresto e la lunga detenzione. Secondo il giudice officiante, le accuse "terrorismo" è venuto da un "informatore segreto". La corte ha stabilito che i file sul caso di Brunson continuerebbero a rimanere inaccessibile al suo avvocato, che non era stato permesso di incontrarlo fino all'udienza di oggi.
Secondo Norine Brunson, l'avvocato ha confermato che il marito è stato accusato di legami con il movimento Fetullah Gulen, che viene accusato da Ankara di istigare un colpo di stato militare fallita contro il governo turco il 15 luglio. Il pastore è ora in carcere a Sakran 3 Nolu T Tipi prigione di Izmir. In un giro di vite ad ampio raggio per identificare e perseguire i golpisti sospetti ei loro simpatizzanti, con l'intenzione di perseguire i loro come "terroristi", le autorità turche hanno sospeso o imprigionato decine di migliaia di giudici, pubblici ministeri, il personale militare, giornalisti ed educatori con l'accusa di terrorismo negli ultimi cinque mesi. Brunson e sua moglie, che hanno tre figli ora studiare negli Stati Uniti, hanno vissuto in Turchia per gli ultimi 23 anni. Norine Brunson si trova al di sotto di centro di detenzione Harmandanli di Smirne, dove il marito era stato tenuto dal 20 ottobre World Watch Monitor. precedente aggiornamento (20 ottobre) le autorità di polizia turche in possesso di un paio protestante americano in isolamento per gli ultimi 13 giorni rilasciato la moglie ieri sera tardi (19 ottobre), ma continuano a tenere il marito in isolamento in un centro di detenzione Izmir. Rev. Andrew Brunson e sua moglie Norine stato rifiutato il contatto con i funzionari degli Stati Uniti e avvocati consolari da quando sono stati arrestati il ​​7 ottobre, sotto gli ordini del Ministero dell'Interno per l'espulsione entro 15 giorni su presunti motivi di "sicurezza nazionale". Fino ad oggi, alcuna ragione per l'ordine di espulsione è stato dato alla coppia, che sono residenti di 20 anni della Turchia. Sebbene iniziali tentativi da parte dei membri della Chiesa della Resurrezione di Izmir da inviare in effetti personali al loro pastore e sua moglie sono stati rifiutati, questa settimana i funzionari accettano pacchi di abbigliamento fresco e medicine per la coppia. Ma la polizia non avrebbe permesso una Bibbia per essere inviato su di loro. E 'rimasto poco chiaro se Rev. Brunson sarebbe stato deportato o rimanere in custodia. E 'stato trasferito al centro di detenzione Cigli nella parte settentrionale di Izmir questa mattina. Storia originale (14 ottobre):
funzionari turchi nella città costiera di Smirne detenuti cristiani americani Andrew e Norine Brunson il 7 ottobre, rifiutando da allora per consentire le richieste al giorno per l'accesso ad essi da parte degli Stati Uniti funzionari e avvocati consolari.
Secondo le autorità a centro di detenzione di Migrazione Amministrazione a Smirne, il ministero dell'Interno turco aveva ordinato l'espulsione della coppia entro 15 giorni. In particolare, la direttiva riferito li ha accusati di attività ha detto a costituire un "rischio per la sicurezza nazionale".

Tu sei schiavo impuro dhimmi in Sharia Law: teologia sostituzione genocidio
Quando viene premuto cinque giorni più tardi per i dettagli su questa accusa generale, i funzionari di detenzione si sono detti "in attesa di documenti da Ankara" sul caso. Il Izmir Dirilis (Resurrezione) chiesa, dove Andrew Brunson è il pastore. Guarda Monitor mondo. I residenti della Turchia negli ultimi 20 anni, i Brunson stanno attualmente conducendo la Chiesa della Resurrezione di Izmir, una piccola congregazione protestante in media da 30 a 40 fedeli, che si trova nel quartiere Alsancak della città. Dopo la presentazione di una domanda di routine nel mese di aprile a rinnovare i loro visti di soggiorno, i Brunson aveva ricevuto nessuna risposta per gli ultimi sei mesi. Ma quando sono arrivati ​​a casa il 7 ottobre, hanno trovato una citazione scritta chiedendo loro di riferire con i loro passaporti alla stazione di polizia locale. Al suo arrivo, sono stati immediatamente presi in custodia. Un avvocato che chiede di far loro visita è stato negato l'accesso e ha detto di ottenere un affidavit come la sua autorizzazione legale. Ma quando è tornato con il documento, i funzionari hanno affermato che la coppia aveva già firmato una dichiarazione, dichiarando che non volevano un avvocato. Le autorità hanno rifiutato di produrre la dichiarazione scritta. Un avvocato che agisce per conto dei Brunson ha presentato una petizione al governatore di Izmir ieri (12 ottobre), protestando che la clausola in isolamento contro i cristiani americani è illegale secondo le leggi turche di detenzione. Un membro del Parlamento turco

Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR
The Izmir Dirilis (Resurrection) Church, where Andrew Brunson is the pastor. World Watch Monitor. Residents of Turkey for the past 20 years, the Brunsons are currently leading the Izmir Resurrection Church, a small Protestant congregation averaging 30 to 40 worshippers, located in the city’s Alsancak district. After filing a routine application in April to renew their residence visas, the Brunsons had received no response for the past six months. But when they arrived home on 7 Oct., they found a written summons requesting them to report with their passports to a local police station. On arrival, they were immediately taken into custody. A lawyer asking to visit them was denied access and told to obtain an affidavit as his legal authorisation. But when he returned with the document, officials claimed that the couple had already signed a statement, declaring they did not want a lawyer. The authorities refused to produce the written statement. A lawyer acting on behalf of the Brunsons filed a petition to the Izmir governor yesterday (12 Oct.), protesting that the incommunicado stipulation against the American Christians was illegal under Turkish detention laws. A member of the Turkish Parliament

Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR
Erdogan la canaglia, ha detto: " lottiamo contro il terrorismo " QUINDI LUI HA DECISO DI DICHIARARE GUERRA ALLA LEGA ARABA shariah teologia della sostituzione, senza reciprocità? proprio lui è il terrorismo islamico nazista sharia [ UPDATE: Turkey jails US pastor on ‘terrorism’ allegations. Published: Dec. 9, 2016 by Barbara G. Baker. Andrew and Norine Brunson. Andrew and Norine Brunson. World Watch Monitor UPDATE (9 Dec.): A Turkish judge sent Rev. Andrew Brunson to prison in Izmir today, 64 days after the US pastor and his wife, Norine, were detained on 7 Oct. under Interior Ministry deportation orders. Although his wife was released on 19 Oct. and given an extended permit to remain in the country, Andrew Brunson has been held since 20 Oct. at the Harmandali Detention Centre on the northern edge of Izmir.
The 48-year-old was transferred overnight on 8 Dec. to a counter-terrorism centre, before being brought before an Izmir court today (9 Dec.) for interrogation. The American Protestant heard today for the first time the allegations filed against him, which apparently prompted his arrest and lengthy detention. According to the officiating judge, the “terrorism” charges came from a “secret informant”. The court ruled that the files on Brunson’s case would continue to remain inaccessible to his lawyer, who had not been allowed to meet him until today’s hearing.
According to Norine Brunson, the lawyer confirmed that her husband was accused of links with the Fetullah Gulen movement, which is accused by Ankara of instigating a failed military coup against the Turkish government on 15 July. The pastor is now incarcerated at Izmir’s Sakran 3 Nolu T Tipi Prison. In a wide-ranging crackdown to identify and prosecute the suspected coup plotters and their sympathisers, with the intention to prosecute them as “terrorists”, the Turkish authorities have suspended or jailed tens of thousands of judges, prosecutors, military personnel, journalists and educators on terrorism charges over the past five months. Brunson and his wife, who have three children now studying in the US, have lived in Turkey for the past 23 years. Norine Brunson stands below Izmir's Harmandanli Detention Centre, where her husband had been held since 20 Oct. World Watch Monitor. Previous update (20 Oct.) Turkish police authorities holding an American Protestant couple in isolation for the past 13 days released the wife late last night (19 Oct.), but continue to hold her husband incommunicado in an Izmir detention facility. Rev. Andrew Brunson and his wife Norine were refused contact with U.S. consular officials and lawyers since they were detained on 7 Oct., under Interior Ministry orders for deportation within 15 days on alleged "national security" grounds. To date, no reason for the expulsion order has been given to the couple, who are 20-year residents of Turkey. Although initial attempts by members of the Izmir Resurrection Church to send in personal effects to their pastor and his wife were refused, this week officials accepted parcels of fresh clothing and medicine for the couple. But the police would not permit a Bible to be sent on to them. It remained unclear whether Rev. Brunson would be deported or remain in custody. He was transferred to the Cigli detention centre in the northern part of Izmir this morning. Original story (14 Oct.):
Turkish officials in the coastal city of Izmir detained American Christians Andrew and Norine Brunson on 7 Oct., refusing ever since to allow daily requests for access to them by U.S. consular officials and lawyers.
According to authorities at the Migration Administration’s detention facility in Izmir, the Turkish Interior Ministry had ordered the couple’s deportation within 15 days. Specifically, the directive reportedly accused them of activities said to constitute a “national security risk”.
When pressed five days later for details about this general accusation, the detention officials said they were “waiting for papers from Ankara” on the case. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2016/12/11/erdogan-lottiamo-contro-il-terrorismo_543eab6f-452f-4f8a-b886-cffd971ff951.html

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HOGANSBURG (NEW YORK), 11 DIC - La tribù indiana dei Moicani, che vive nello Stato di New York al confine con il Canada, ha rimosso una diga lungo il fiume St.Regis per ripristinare un grande habitat per la pesca.
    La rimozione della diga costituisce un successo nella battaglia pluridecennale dei Mohawk, come vengono chiamati negli Usa, per preservare la propria cultura della pesca e della caccia in un territorio che è stato contaminato dall' inquinamento industriale.
    La diga nel St.Regis era stata costruita un secolo fa, ed aveva cancellato la deposizione di uova di salmoni e storioni, alla base della cultura dei nativi americani.
    La vittoria dei Moicani segue quella ottenuta dai Sioux, riusciti a bloccare l'oleodotto in North Dakota dopo mesi di proteste per i rischi di inquinamento delle falde acquifere nei loro territori.
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anche per tutta la LEGA ARABA, i cristiani che hanno subito il genocidio shariah, nella loro Patria sono i "colonizzatori".. ECCO PERCHÉ ISLAM È DETTO: TEOLOGIA DELLA SOSTITUZIONE E DEL GENOCIDIO! Anche il Fronte democratico per la liberazione della Palestina ha denunciato l’atto terrorista con un comunicato: “Con tutto il cuore siamo con il popolo egiziano nel combattere con loro il terrorismo cieco. Bisogna dirlo: l’Egitto è nel mirino perché questo Paese è uno dei pionieri che vuole trovare soluzioni radicali ai problemi del mondo arabo, ciò che non piace al colonizzatore israeliano”.


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Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR ... JUNKER E MASSONI nazi MERKEL SpA Bildenberg 666 NATO rimettono l'elmetto! Nel Donbass arrivato convoglio di mezzi militari ucraini. Il rappresentante ufficiale delle milizie dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk Andrey Marochko ha dichiarato ai giornalisti che nel Donbass è arrivata una colonna di mezzi militari delle forze di sicurezza ucraine. "A Lisichansk è arrivato un convoglio di 15 veicoli con equipaggiamento militare "Hammer" e 6 blindati", — ha detto Marochko. Secondo il rappresentante filorusso, nel Donbass è arrivato un altro gruppo di mercenari stranieri "per compiere nuove provocazioni." Nell'aprile 2014 Kiev ha lanciato un'operazione militare contro le autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk (DNR) e Lugansk (LNR), che avevano dichiarato l'indipendenza dopo il colpo di stato di Maidan nel febbraio 2014. Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, le vittime dall'inizio del conflitto sono più di 9 mila persone. La normalizzazione del conflitto nel Donbass viene discussa anche tramite le riunioni del gruppo di contatto a Minsk, che da settembre 2014 ha adottato 3 documenti che regolano le operazioni di de-escalation del conflitto, tra cui il cessate il fuoco. Tuttavia, anche dopo l'entrata in vigore della tregua, tra le parti in conflitto proseguono scontri isolati.
https://it.sputniknews.com/mondo/201612113769856-Ucraina-Kiev-ATO-Lugansk-LNR/


GENDER Transessuale youtube Master from https://www.youtube.com/user/YouTube/discussion ...  perché, dove ha fallito il sacerdote di Satana Synnek1, tu hai pensato che, avresti potuto vincere tu, con il tuo buco del culo? [ SATANA il Fariseo è molto scontento del lavoro che tu hai fatto!
https://www.youtube.com/channel/UCXQ9ZPePsowc-yVy-Z-vghg/discussion

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Maurizio Sorrentino
Controllare che l'Agenzia non abbia ,per caso,battuto la notizia un quarto d'ora prima dell'esplosione.... quando si cambia strada rispetto ai dettami occidentali, cominciano automaticamente le ritorsioni... basta ancora poco per farlo capire a tutto il popolino... allora arriverà la risposta.

    قبل قليل @QablQalel

    صور من الانفجار في محيط كاتدرائية الأقباط في #القاهرة وسقوط عدد من الضحايا قبل قليل..

    .#مصر #Cairo
    09:42 - 11 Dic 2016 Retweet .. Esplosione presso chiesa cristiano-copta al Cairo. KHALED DESOUKI 11.12.2016. L'esplosione è avvenuta nei pressi della cattedrale copta della capitale egiziana, segnala la Reuters con riferimento ad una fonte nelle forze di sicurezza del Cairo. Secondo le prime ricostruzioni della polizia, si contano 18 vittime e più di 50 feriti. ​صور من الانفجار في محيط كاتدرائية الأقباط في #القاهرة وسقوط عدد من الضحايا قبل قليل.. https://it.sputniknews.com/mondo/201612113767849-Egitto-terrorismo-attentato/
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Crollato tetto di una chiesa in Nigeria: almeno 160 vittime. Almeno 160 persone sono morte a seguito del crollo del tetto di una chiesa nella città di Akwa Ibom nel sud della Nigeria, riferisce l'agenzia Associated Press basandosi su quanto comunicato dal direttore dell'ospedale locale. In precedenza erano state segnalate 60 vittime. A sua volta l'agenzia France-Presse, citando media locali, ha indicato che le vittime potrebbero essere comprese "tra 50 e 200 persone." Secondo l'Associated Press, gli obitori della città sono pieni di cadaveri e il bilancio delle vittime potrebbe salire. In precedenza era stato riferito che i lavori di costruzione del luogo di culto non erano completati e i costruttori si erano affrettati per aprire la chiesa sabato. Dentro si trovavano centinaia di persone quando è caduta la trave di metallo e poi è crollato il tetto. Il presidente russo Vladimir Putin ha porto le condoglianze al capo di Stato nigeriano per questa tragedia, segnala l'ufficio stampa del Cremlino.
https://it.sputniknews.com/mondo/201612113768166-strage-incidente-tragedia-cristiani/

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Russia Today. “Agenti del Cremlino”, ex ambasciatore USA in Russia vuole schedare Sputnik e RT © Sputnik. Evgeny Biyatov Mondo 11.12.2016. L'ex ambasciatore degli Stati Uniti in Russia Michael McFaul ha proposto di pensare ad una legge ad hoc per assegnare lo status di “agenti stranieri” a Sputnik e al canale RT, dal momento che secondo l'ex diplomatico avrebbero sostenuto il repubblicano Donald Trump durante le presidenziali di novembre. L'attuale legge sugli agenti stranieri (FARA) in vigore negli Stati Uniti vieta ai candidati alla Casa Bianca di ottenere finanziamenti stranieri, ma non limita le attività dei media, che sono protette dal primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti sulla libertà di parola. McFaul ritiene possibile rivedere le limitazioni della legge relative ai media. "Sappiamo che i media controllati dal governo russo, come RT e Sputnik, si sono schierati apertamente con Donald Trump durante la campagna elettorale… Abbiamo leggi che impediscono ai governi stranieri di finanziare i candidati. Forse dovremmo avere leggi sul supporto non monetario?", — si domanda McFaul in un editoriale sul Washington Post. "Sembra che questa norma sia difficile ed entri in conflitto con il primo emendamento (che garantisce la libertà di parola, ndr), ma i nostri legislatori non dovrebbero fare qualcosa? I collaboratori di Sputnik e RT dovrebbero essere accreditati come giornalisti o come agenti stranieri in base alla legge? Non lo so, ma abbiamo bisogno di saperlo", — ha scritto McFaul. Allo stesso tempo McFaul non ha portato prove concrete a sostegno della tesi del sostegno di questi media a Donald Trump. Inoltre gli sforzi per limitare il lavoro dei media russi, in contrasto con i principi democratici della libertà di espressione e di informazione, vengono attivamente intrapresi nell'Unione Europea. Recentemente il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione intitolata, "Comunicazioni strategichi della UE: come contrastare la propaganda di terzi", in cui si esorta a prendere provvedimenti di censura contro Sputnik e RT poiché secondo il documento minerebbero all'unità della stessa Unione Europea.
https://it.sputniknews.com/mondo/201612113768207-Trump-censura-democrazia-espressione-media/

Grazie ai raid degli aerei russi è stata respinta l'offensiva di ISIS su Palmira. I terroristi del Daesh sono stati costretti a ritirarsi dai pressi di Palmira dopo i raid compiuti dai bombardieri strategici russi Tu-22M3 e ai bombardamenti effettuati con i missili da crociera Kalibr, segnale il portale Al-Masdar. Secondo il portale, gli islamisti sono stati costretti a ritirarsi dopo i massicci bombardamenti delle forze aeree di Russia e Siria. Nell'ambito dell'operazione a difesa della città, secondo il portale, sono stati usati i bombardieri strategici Tu-22M3 ed oltre 20 elicotteri da combattimento. Inoltre le alture di Al-Tar circostanti la città, da missili cruise "Caliber". Una delle fonti di Al-Masdar nel comando delle forze governative ha affermato che a Palmira sono state inviate le unità di èlite delle forze di sicurezza guidate dal generale Juma al-Jasim. Il generale al-Jasim gode di prestigio grazie a diverse operazioni militari di successo contro i terroristi del Daesh.
https://it.sputniknews.com/mondo/201612113767965-Siria/

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Ue promette soldi ad Assad – purché lasci un po' di Siria ai ribelli. Mentre Aleppo viene liberata e ripulita dai terroristi preferiti dall'Occidente, l'Unione Europea — secondo il britannico Times — sta per avanzare una proposta al presidente Assad: aiuti finanziari "considerevoli" per la ricostruzione, in cambio di una "autonomia" locale concessa alla "opposizione" armata in certe provincie. Secondo il Times l'idea sarebbe stata ventilata dalla "capo della diplomazia europea" Federica Mogherini durante la sua riunione con la "opposizione siriana" due settimane fa. Una fonte della suddetta ‘opposizione' ha detto al Times: "Ciò che cerca la Mogherini è far progredire il piano di soluzione degli scontri in Siria. Il piano comprende la transizione, i cui particolari restano vaghi. Ma se tutte le parti giungono ad intendersi bene e rispettano il piano UE, è pronta una grande somma di denaro". Siriani evacuati da Aleppo est. © REUTERS/ Omar Sanadiki Siria, evacuati 50.000 civili da Aleppo in 48 ore Ormai gli oligarchi europei hanno cessato di ripetere il mantra dettato da Obama — Assad must go, ma contano di consentire la sopravvivenza dei "ribelli", ossia della guerra civile, pagando. La motivazione o parte della scusa, è che la UE preferisce sborsare per non far fronte alle ondate di fuggitivi dalla Siria. Sia che credendo alla propria propaganda non abbiano visto che la gran parte della popolazione di Aleppo accoglie l'armata siriana come liberatori, sia che temano non i profughi, ma il ritorno degli "oppositori" che hanno armato ed addestrato, e che non sono cittadini siriani assetati di libertà e pluralismo, ma spesso europei arruolati dai servizi belgi e francesi. Ora, secondo un rapporto UE, oltre 1700 di questi jihadisti sperimentati in guerra sarebbero tornati in Europa. Il rappresentante permanente della Cina presso l'ONU Liu Jieyi © AP Photo/ Bebeto Matthews “Smettila di gettare veleno”. Cina risponde alle accuse del rappresentante UK al CSNU La proposta di rimediare coi soldi al fallimento della politica di Obama-Hollande-Saud, che ha devastato la Siria per cinque anni, ricalca in grande quella avanzata pochi giorni prima dall'inviato Onu De Mistura, che ha pregato Damasco di lasciare Aleppo Est sotto l'amministrazione della ‘opposizione' takfira, ma ha un lato specificamente euro-idiota. Certo il governo Assad avrà bisogno di miliardi per la ricostruzione delle devastazioni; ma nella Shanghai Cooperation Organization c'è un paese chiamato Cina, che ha tutti i miliardi che servono, la voglia di investirli, e (come in Africa) senza subordinare il finanziamento a condizioni moralistiche, rispetto dei "diritti umani" o "democrazia". L'effetto sarà di mandare ancor più saldamente Damasco al blocco ‘russo-asiatico'. Egitto collabora con Damasco Dove sta convergendo sempre più chiaramente anche il Cairo. Un reparto di genieri egiziani è sbarcato a Tartous e sarà evidentemente impiegato nello sminamento e nella bonifica di Aleppo Est liberata, e ovviamente cosparsa di trappole letali dai tagliagole. Secondo il libanese Al-Akhbar, specialisti militari e di polizia del Cairo sono presenti in diverse basi, dalla centrale dello stato maggiore siriano di Damasco, alle basi aeree di Hama ed Hmeimim fino all'aeroporto T-4 allestito ad Est di Homs, anche per approfittare dell'esperienza maturata dall'armata siriana nella lotta al terrorismo, visto l'infiltrazione dei takfiri in Sinai: il gruppo Ansar Beit-ol-Moqadas» che compie sanguinosi attentati contro l'esercito egiziano e la popolazione, rivendica di essere parte di Daesh. Ha scritto Pars Today: "Attraverso la Siria, Al Sissi vede in qualche modo il proprio possibile futuro, se continua a fidarsi dell'Arabia Saudita" (da cui il Cairo dipende per gli aiuti finanziari). "Il ministro degli esteri Sameh Choukri, in un discorso all'ONU, ha detto chiaramente che la politica del Cairo è di allontanarsi da Ryad. Al Sissi non vuol un bagno di sangue alla siriana in casa…in cambio di un pugno di petrodollari e di promesse vuote". Ha appena firmato con Mosca per la costruzione della prima centrale nucleare in Egitto. Un altro successo della politica "Assad must go". Militari della Russia e Siria vicino a un camion del convoglio umanitario russo © AP Photo/ Hassan Ammar Funzionari USA: La presa di Aleppo una vittoria di Putin, di Assad e degli iraniani Di fronte a quella che si profila come la vittoria strategica e politica di Mosca, Teheran, Hezbollah e Damasco, cosa fanno gli Usa? Approfittano dei due mesi in cui Trump non è ancora insediato per assestare attentati e pugnalate alla schiena, il cui solo scopo è di "far pagare un prezzo" di sangue alla Russia, come aveva annunciato l'ex direttore CIA Michael Morell ad agosto in tv, e far sì che arrivino a Mosca "un po' di sacchi mortuari", come aveva promesso a settembre John Kirby, il portavoce del Dipartimento di Stato. Il 5 dicembre, un ospedale mobile che i russi avevano appena finito di allestire per assistere i civili di Aleppo, è stato bombardato da artiglieria ribelle: due infermiere sono morte, un pediatra ferito (un colonnello dei corpi speciali è stato colpito a morte in altra circostanza) numerosi civili in cura. Il ministro della Difesa di Mosca ha accusato esplicitamente e con rabbia gli occidentali di aver fornito ai takfiri le coordinate per l'attacco: "Il sangue dei nostri soldati è sulle mani di chi ha commissionato l'assassinio. Sì, il sangue dei nostri soldati è sulle vostre mani, signori e signore, patroni di terroristi degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia ed altri paesi e simpatizzanti". Il risultato non pare quello a cui miravano i mandanti degli assassini; secondo i sondaggi, l'opinione pubblica russa s'è indurita ed è disposta ad accettare perdite umane per farla finita in Siria. IAF alla 63a festa dell'indipendenza Israeliana. © flickr.com/ Israel Defense Forces Aviazione israeliana ha colpito l’aeroporto militare di Mezzeh in Siria Due giorni dopo, mercoled il 7 dicembre, caccia israeliani hanno attaccato alle 3:30 l'aeroporto militare siriano di Mezzeh, a sud di Damasco, a poca distanza dal palazzo presidenziale di Assad. Secondo il governo siriano, che ha confermato l'attacco, non ci sono state vittime. E' la seconda pugnalata sionista in dieci giorni: il 30 novembre i caccia di Tsahal hanno sparato razzi su installazioni militari ad Ovest di Damasco. Bassezza di Obama L'8 dicembre, Obama ha levato le restrizioni prima vigenti sulla fornitura di armi ai ‘ribelli': fra poco gli ultimi jihadisti rimasti riceveranno i missili a spalla anti-aerei e i razzi anticarro necessari a nient'altro che a "far pagare un prezzo" di sangue a Mosca. Ministro Lavrov a Parigi dopo gli incontri dei Quattro di Normandia © REUTERS/ Francois Guillot / Pool Siria, Lavrov: USA revocano proposta di risoluzione della situazione ad Aleppo Poche ore prima, tramite Kerry e con l'appoggio dell'ONU, Obama aveva chiesto una tregua ad Aleppo, allo scopo di far esfiltrare dalla sacca i suoi jihadisti e (ritengono i servizi siriani) gli ufficiali americani (inglesi? Israeliani?) che li hanno comandati fino all'ultimo. Richiesta respinta da Mosca e Pechino al consiglio di sicurezza, dopo il bombardamento dell'ospedale da campo russo per i civili, che la "comunità internazionale" non ha condannato (comportamento "inaccettabile", ha detto Putin). Mosca e Damasco hanno acconsentito alla resa di circa 3 mila terroristi in Aleppo Est, consentendo loro di uscirne con le famiglie; per quelli che han voluto restare con le armi in pugno, parlato di sterminio (il modus operandi di Putin contro il terrorismo in Cecenia). Contrariamente a quel che hanno raccontato per anni i governi e i media, quando l'armata siriana libera i quartieri di Aleppo, la popolazione li saluta e festeggia con gioia: gli oppressori dunque non sono i lealisti di Assad, ma i tagliagole di Daesh, Al Nusra o come si chiamano i wahabiti al captagon. Al punto che Assad ha ventilato di voler andare in visita alla città liberata; gli occidentali temono che la visita si trasformi di una manifestazione-monstre a favore del regime, smentendo la narrativa della supposta "opposizione democratica" che d Aleppo combatte per la propria libertà. Staffan De Mistura ha dichiarato giorni fa a Roma che "Aleppo Est può cadere in mano al governo da qui alla fine anno": ha usato la parola "cadere in mano", non "essere liberata". La Mogherini ha adottato all'incirca lo stesso linguaggio: "Non possiamo far passare il messaggio che Aleppo è perduta, che noi giriamo la pagina. No, dobbiamo ancora salvare la popolazione di Aleppo, proteggere i civili…".


 da un cimitero devi uscire e in un cimitero devi entrare DEFINITIVAMENTE!  [ LEVIATHAN ] Croce del Santo Padre Benedetto. Croce santa sii la mia luce e non sia mai il demonio mio capo. Va' indietro, Satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono cattive le bevande che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. DRINK YOUR POISON MDE BY YOURSELF, Amen. you be slaves 666 shariah SpA FMI NWO
 https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201612103764938-ue-assad-siria-ribelli/
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USA esprimono propria irritazione a Tokyo per l'imminente incontro tra Putin e Abe. Washington ha ripetutamente espresso la propria disapprovazione a Tokyo per il possibile incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro giapponese Shinzo Abe, segnala l'agenzia Kyodo riferendosi a fonti diplomatiche. I timori degli Stati Uniti consistono nel fatto che Tokyo potrebbe ammorbidire la sua posizione sulle sanzioni contro Mosca a margine della visita di Putin in Giappone. Ciononostante le autorità giapponesi hanno ignorato le pretese degli Stati Uniti ed hanno annunciato ufficialmente l'incontro tra i due leader per il 16 dicembre. Putin resterà in Giappone per una visita ufficiale il 15 e 16 dicembre. Secondo i media locali, i temi principali dei colloqui del presidente russo saranno le attività economiche congiunte sulle quattro isole delle Isole Curili del Sud, la semplificazione del regime dei visti e la questione dei cosiddetti "Territori del Nord", che il Giappone chiama le isole russe di Kunashir, Iturup, Habomai e Shikotan. Le relazioni tra Russia e Giappone per molti anni sono offuscate dalla mancanza di un trattato di pace. Il Giappone rivendica le isole di Iturup, Kunashir, Shikotan e Habomai, basandosi sul Trattato dei confini del 1855 tra l'Impero russo e giapponese. La restituzione delle isole è per Tokyo un prerequisito per stipulare il trattato di pace con la Russia che non è stato firmato alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La posizione di Mosca si basa sul fatto che le isole Curili del Sud sono entrate a far parte dell'Unione Sovietica dopo la Seconda Guerra Mondiale e la sovranità russa non può essere messa in discussione.


 da un cimitero devi uscire e in un cimitero devi entrare DEFINITIVAMENTE!  [ LEVIATHAN ] Croce del Santo Padre Benedetto. Croce santa sii la mia luce e non sia mai il demonio mio capo. Va' indietro, Satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono cattive le bevande che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. DRINK YOUR POISON MDE BY YOURSELF, Amen. you be slaves 666 shariah SpA FMI NWO
 https://it.sputniknews.com/politica/201612113767575-Russia-Giappone-diplomazia-sanzioni-Curili/
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“Smettila di gettare veleno”. Cina risponde alle accuse del rappresentante UK al CSNU. Da tempo i rappresentanti diplomatici della Gran Bretagna hanno assunto un atteggiamento da “primi nella classe” nel voler dare lezioni a tutto il mondo ed a volersi ergere a difensori dell’ “ordine internazionale”, quello per intenderci stabilito dai loro soci di Washington. Tuttavia i britannici sembra che non abbiano ancora somatizzato la perdita del loro Impero e di essere soltanto i reggicoda degli Stati Uniti, la principale superpotenza che cerca di imporre il suo Ordine Mondiale ed i suoi interessi agli altri paesi. Per il resto la Gran Bretagna non è altro che un piccolo paese rispetto alle nuove potenze emergenti nel mondo che giustamente reclamano il rispetto del proprio ruolo e della propria sovranità nazionale. Questo atteggiamento britannico spiega la forte risposta che il rappresentante della Repubblica Popolare Cinese, vera potenza emergente a livello planetario, ha dato al britannico Matthew Rycroft, che rappresenta il Regno Unito al Consiglio di Sicurezza dell'ONU (CSNU). Vitaly Churkin assiste a una riunione del Consiglio di sicurezza ONU © AFP 2016/ DOMINICK REUTER Siria, Mosca: Controproducente la bozza di risoluzione Onu Lo scorso lunedì, la Russia e la Cina hanno bloccato con il loro veto la risoluzione presentata dal CSNU dagli altri membri permanenti, USA, Regno Unito e Francia, che prevede una tregua di 7 giorni ad Aleppo disponendo la cessazione delle ostilità, incluso nella parte est della città, dove sono ancora insediati i terroristi, sostenuti da USA, Regno Unito e Arabia Saudita, che tengono in ostaggio la popolazione. Il cancelliere russo Serguéi Lavrov aveva indicato questa risoluzione come un "provocazione", visto che l'esercito siriano, con l'aiuto dei russi, sta liberando definitivamente la città dalla presenza dei terroristi e la tregua consentirebbe a questi di riorganizzarsi e ricevere rifornimenti. La Russia e la Siria vogliono portare a termine le operazioni militari per la liberazione totale della città che permettano alla popolazione di tornare ad una vita normale. La Cina si è allineata con la posizione russa spiegando che "la risoluzione proposta dai paesi occidentali non contribuisce agli sforzi diplomatici delle parti coinvolte e non aiuta a risolvere la situazione in Siria". Inoltre il rappresentante della Cina ha richiamato il CSUN a "mantenere l'unità sulla questione della Siria ed a parlare con una sola voce e cooperare". La spegazione del rappresentante cinese è risultata frustrante per l'incaricato britannico Matthew Rycroft, il quale ha lanciato varie accuse contro il paese asiatico: "molto sorprendente il veto della Cina che ha optato per appoggiare la Russia che è parte nel conflitto (….) loro sembrano avere una rara fiducia in un despota che ha ucciso quasi mezzo milione di suoi concittadini", ha obiettato il britannico Rycroft. "Il Consiglio di Sicureza non è un luogo per attaccare senza fondamento le posizioni di altre nazioni", ha risposto il rappresentante cinese. "Quale diritto ha il rappresentante del Regno Unito per mettere in questione le posizioni degli altri paesi?" Ha domandato Liu Jieyi. "Vorrei dire al rappresentante britannico che metta fine alla pratica di avvelenare l'ambiente nel Consiglio di Sicurezza e di offendere i partecipanti a questa riunione. Non è la prima volta che lo fa e spero che le offese non si ripetano in futuro", ha dichiarato il diplomatico cinese. Il rappresentante del Venezuela presso l'ONU Rafael Ramirez © REUTERS/ Carlos Garcia Rawlins/Files Il rappresentante del Venezuela presso l'ONU Rafael Ramirez Dall'altra parte chi apertamente ha risposto e lanciato precise accuse ai rappresentanti del Regno Unito e degli USA, firmatari della risoluzione, è stato il rappresentante del Venezuela, membro provvisorio del CSNU, Rafael Ramirez, il quale ha dichiarato che alcuni membri del CSNU, coinvolti nel conflitto in Siria, antepongono la propria agenda agli interessi della popolazione siriana. "Osserviamo nostro malgrado che dall'inizio del conflitto armato in Siria ci sono alcuni membri direttamente coinvolti in questa cruenta guerra che continuano ad anteporre le proprie finalità geopolitiche a danno del popolo siriano", ha affermato il rappresentante del Venezuela all'ONU. Queste affermazioni sono state fatte dal Ramirez nell'ambito della riunione del CSNU, nel respingere la risoluzione presentata da USA e Regno Unito sulla situazione di Aleppo, indicando che questa risoluzione non riflette in modo appropriato la situazione sul terreno in Siria. In questo senso Ramirez ha ribadito che "alla Siria è stata imposta una guerra terribile e che alcuni paesi hanno appoggiato in forma costante i gruppi terroristi" ed ha continuato dicendo che "l'unico modo per porre fine al conflitto è quello che la Russia e la Siria stanno seguendo per neutralizzare gli estremisti e far tornare il paese alla normalità ed alla pace". Ospedale russo sotto fuoco ad Aleppo Ospedale russo sotto il fuoco ad Aleppo. VIDEO Allo stesso modo l'ambasciatore venezuelano ha condannato i recenti attacchi realizzati dai terroristi contro un ospedale da campo russo ad Aleppo e contro il suo personale umanitario, attacchi in cui sono morti due medici russi. Dal mese di settembre la parte orientale di Aleppo, dove sono trincerati i terroristi, si trova ormai accerchiata e le forze dell'esercito siriano stanno progressivamente liberando quartiere per quartiere, consentendo alla popolazione (che era in ostaggio dei terroristi) di uscire, alloggiare in appositi centri ed essere per la prima volta assistita e rifornita di viveri, di acqua potabile, medicinali e assistenza medica. Aleppo, Siria © REUTERS/ Ammar Abdullah Medici russi curano i rifugiati ad Aleppo Soltanto la Russia, a differenza dei paesi occidentali, sta fornendo assistenza umanitaria concreta alla popolazione siriana mentre l'Occidente nasconde le sue responsabilità e lancia accuse senza fondamento. I britannici in particolare sono maestri in questa arte di falsificazione e propaganda. Questo avviene mentre le potenze occidentali e l'Arabia Saudita, tutti sponsor dei terroristi, cercano in tutti modi con falsi pretesti umanitari, di fermare le operazioni militari siriane e russe per evitare la resa dei terroristi e mercenari che fino ad ora sono stati da loro riforniti di armi e sostenuti, nonostante questi si siano resi responsabili di ogni genere di efferatezze contro la popolazione civile. Fonte: http://www.controinformazione.info/


 da un cimitero devi uscire e in un cimitero devi entrare DEFINITIVAMENTE!  [ LEVIATHAN ] Croce del Santo Padre Benedetto. Croce santa sii la mia luce e non sia mai il demonio mio capo. Va' indietro, Satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono cattive le bevande che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. DRINK YOUR POISON MDE BY YOURSELF, Amen. you be slaves 666 shariah SpA FMI NWO
 https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201612103763902-smettila-gettare-veleno-cina-risponde-accuse-bretagna-csnu/

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Tu sei schiavo impuro dhimmi in Sharia Law: teologia sostituzione genocidio ] anche per tutta la LEGA ARABA, i cristiani che hanno subito il genocidio shariah, nella loro Patria sono i "colonizzatori".. ECCO PERCHÉ ISLAM È DETTO: TEOLOGIA DELLA SOSTITUZIONE E DEL GENOCIDIO! Anche il Fronte democratico per la liberazione della Palestina ha denunciato l’atto terrorista con un comunicato: “Con tutto il cuore siamo con il popolo egiziano nel combattere con loro il terrorismo cieco. Bisogna dirlo: l’Egitto è nel mirino perché questo Paese è uno dei pionieri che vuole trovare soluzioni radicali ai problemi del mondo arabo, ciò che non piace al colonizzatore israeliano”.
IL CAIRO, 11 DIC - Sono stati utilizzati, secondo rilievi degli artificieri, ben 12 chili di tritolo per l'esplosione nella cappella di San Pietro e Boutrosseya, che è nel recinto della cattedrale copta di San Marco. Nessun danno, invece, secondo fonti ecclesiastiche, al tempio principale.
Un lutto nazionale di tre giorni a partire da oggi è stato proclamato dal presidente egiziano, Abdel Fattah El-Sisi, che ha condannato fermamente l'attentato terrorista di questa mattina contro la cappella di San Pietro e Paolo (El Botrouseya). Sisi, che ha telefonato al patriarca copto Tawadros II per esprimere le proprie condoglianze, così come alle famiglie colpite dall'attentato, ha rilevato in un comunicato che ''questo terrorismo perfido punta contro la patria, i musulmani e i copti''. Poi, ha riaffermato la determinazione a perseguire e portare in giudizio tutti coloro che hanno partecipato a facilitare e realizzare questo e gli altri atti terroristici che hanno colpito il paese.
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2016/12/11/cairo-utilizzati-12-kg-di-tritolo_094b84d7-b112-4357-870a-6619065c1d5b.html

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Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR
ISLAM 666 NATO SHARIAH è incompatibile con la sopravvivenza del genere umano!  11 DIC - L'attentato stamani in un mercato a Maiduguri è stato messo a segno da due bambine di 7 o 8 anni, secondo informazioni rilanciate da diverse fonti di stampa.
    Alcune di esse parlano di una responsabilità del gruppo Boko Haram, mentre la Afp cita un testimone che dice di aver visto le due bimbe e aver tentato di parlare con loro, pensando che avessero smarrito la loro mamma. Poco dopo c'e' stata la duplice esplosione, in cui almeno 17 persone sono rimaste ferite, mentre i morti, a parte le due bambine, sarebbero forse uno o tre, ancora non è chiaro.
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2016/12/11/nigeria-kamikaze-mercato-due-bambine_ef9f8338-5b1c-4231-85cf-067180414339.html

EGITTO. Attentato al Cairo: la condanna della Chiesa cattolica. Le reazioni dal mondo arabo
Loula Lahham

Il portavoce dei cattolici, p. Rafic Greiche, offre condoglianze e preghiere per i morti e i feriti. Un appello alle forze di sicurezza. Per il Fronte democratico per la liberazione della Palestina vi è l'influenza di Israele. La condanna da parte di Al Azhar. Interrotti i festeggiamenti per la nascita del profeta Maometto. Il papa Tawadros II interrompe il suo viaggio in Grecia.

Il Cairo (AsiaNews) – La Chiesa cattolica d’Egitto condanna con forza l’atto terrorista perpetrato stamane all’interno della chiesa di san Pietro, presso la cattedrale ortodossa copta di san Marco.

Il un comunicato, il p. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, afferma: “Siamo profondamente colpiti e in pianto per quello che è successo ai nostri fratelli ortodossi e condividiamo il loro lutto con tutto il cuore. Preghiamo per la pronta guarigione dei feriti e presentiamo le nostre più sincere condoglianze a Sua Santità il papa Tawadros II. Ai responsabili della sicurezza noi domandiamo di trovare gli autori di questo crimine e di fermarli. Che il Signore salvi l’Egitto da ogni male”.

Anche il Fronte democratico per la liberazione della Palestina ha denunciato l’atto terrorista con un comunicato: “Con tutto il cuore siamo con il popolo egiziano nel combattere con loro il terrorismo cieco. Bisogna dirlo: l’Egitto è nel mirino perché questo Paese è uno dei pionieri che vuole trovare soluzioni radicali ai problemi del mondo arabo, ciò che non piace al colonizzatore israeliano”.

Altri messaggi sono stati pubblicati dall’organizzazione dei parlamenti arabi, da diversi partiti politici egiziani, dalle ambasciate arabe e straniere del Cairo.

Da parte sua, l’università di Al Azhar, la più autorevole istanza dell’islam sunnita, ha condannato l’atto terrorista ed annullato la celebrazione della festa per la nascita del profeta Maometto, che doveva tenersi questa sera.

Il premier egiziano Cherif Ismail ha lasciato da poco il luogo dell’attentato e ha condannato l’atto criminale. Intanto gli esperti continuano a controllare la zona dove è scoppiata la bomba perquisendo ogni elemento.

Per soccorrere i feriti è stato lanciato un appello per andare a donare il sangue ai feriti, diversi dei quali sono ancora nel luogo dell’esplosione. Qui arrivano anche centinaia di cristiani per cercare i loro amici o parenti o altri che potrebbero essere fra le vittime.

Nella zona sono presenti e in allerta 10 camion dei pompieri, mentre continua la ricerca di altri feriti.

Il papa Tawadros II, patriarca dei copti ortodossi, ha interrotto la sua visita in Grecia per ritornare in Egitto ed essere vicino ai suoi fedeli al Cairo. Sua santità era andato ad Atene dove si apprestava ad inaugurare una nuova chiesa copta ortodossa in uno dei quartieri della capitale greca.

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09/12/2016, GOLFO sharia satana. Washington e Londra: contratti miliardari per armi a sauditi, Qatar ed Emirati. Gli Stati Uniti venderanno elicotteri e mezzi militari del valore di miliardi di dollari. Critiche di attivisti e ong: in Yemen queste armi uccidono civili innocenti. Regno Unito e nazioni del Golfo lanciano una partnership strategica in chiave anti-iraniana, definita una “minaccia” per l’area. Dubai (AsiaNews/Agenzie) - Il governo statunitense ha approvato ieri una serie di contratti finalizzati alla vendita di armi e materiale militare (fra cui aerei, elicotteri e missili) a quattro nazioni [alleate] del mondo arabo. Il via libera, annunciato dal Dipartimento di Stato Usa, costituisce una boccata d’ossigeno per molti colossi dell’industria bellica americana e numerose aziende, fra cui la Boeing, specializzate in equipaggiamenti militari.
Il contratto più importante riguarda la vendita all’Arabia Saudita di 48 elicotteri da trasporto CH-47F Chinook, per un valore complessivo di 3,51 miliardi di dollari. A beneficiare dell’accordo sono la Boeing e la Honeywell Aerospace.
A seguire, il contratto di circa 3,5 miliardi di dollari per la fornitura di 27 elicotteri da combattimento AH-64E Apache agli Emirati Arabi Uniti. I mezzi militari sono realizzati grazie alla partnership fra Boeing e Lockheed Martin.
Infine, il Qatar ha ordinato otto mezzi da trasporto C-17 e componenti di ricambio. In questo caso il volume di affari è di 781 milioni di dollari.
Di per sè il Congresso, controllato dai Repubblicani, in linea teorica potrebbe bloccare l’entrata in vigore degli accordi. In realtà, le forniture sono indirizzate a quattro alleati storici degli Stati Uniti nella regione del Golfo e si inseriscono in una prassi ben consolidata anche in passato [l’ultima è di agosto] fatta di accordi e commesse miliardarie.
Diversa, invece, la posizione di attivisti e associazioni pro diritti umani che contestano la fornitura di armi e mezzi ad Arabia Saudita ed Emirati. Sono due Paesi, ricordano i critici, che hanno avviato una disastrosa campagna militare in Yemen, che ha provocato migliaia di vittime fra i civili.
Del resto il Medio oriente - con i suoi numerosi conflitti - si è trasformato in una vera e propria “Mecca delle importazioni di armi”; un mercato che fa gola a molti produttori e governi occidentali, come Gran Bretagna e Francia, e che alimenta il bagno di sangue nella regione.
In questi giorni il Regno Unito e i Paesi del Golfo hanno lanciato un “partenariato strategico” per favorire “relazioni più strette in tutti i settori”, dalla politica alla sicurezza, dal commercio alla difesa. Una scelta quasi obbligata per il governo britannico, che dopo il voto che ha sancito l’uscita dall’Unione europea guarda ad altri mercati per rafforzare l’economia e potenziare lo sviluppo.
Nel contesto dell’accordo, Londra assicura “una presenza maggiore nel Golfo” partendo dalla creazione di una sede regionale di coordinamento, che nascerà a Dubai. Incontrando i vertici dei governi regionale, il premier Theresa May ha anche attaccato l’Iran, definendolo una “minaccia” per la sicurezza nell’area. Da qui la decisione di fornire nuove mezzi e investimenti per la formazione del personale locale nei settori della difesa e della sicurezza. “Sono ben consapevole - ha aggiunto la May - della minaccia posta dall’Iran per il Golfo e, più in generale, per tutto il Medio oriente”.
Immediata la replica del governo di Teheran, per bocca del ministero iraniano degli Esteri. In una nota il portavoce Bahram Ghassemi ha sottolineato che la Gran Bretagna “non è in una posizione che le permetta di accusare gli altri di interferire negli affari regionali”. Dietro le dichiarazioni di facciata della premier britannica, prosegue l’alto funzionario iraniano, vi è il tentativo “di compiacere alcuni Stati del Golfo” con il solo scopo di “favorire una nuova, massiccia vendita di armi” provenienti dall’industria bellica di Londra.

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come possono essere credibili gli islamici LEGA ARABA OCI ONU CIA NATO MUI, se loro hanno a stessa shariah dei terroristi? 09/12/2016, INDONESIA. Yogyakarta, estremisti musulmani contro l’università cristiana: “Fa pubblicità ingannevole”. Mathias Hariyadi. Un cartellone della Christian Protestant Duta Wacana University ritraeva una studentessa con indosso un hijab. Secondo i radicali islamici non si può mostrare un fedele musulmano nella pubblicità di un istituto cristiano. Studentessa islamica: “Nessun programma politico dovrebbe interferire con lo studio accademico”.
Jakarta (AsiaNews) – La società civile e alcuni intellettuali musulmani si sono scagliati contro i gruppi radicali che hanno minacciato un’università cristiana. L’episodio è avvenuto nella provincia di Yogyakarta, Java. Alcuni estremisti islamici hanno fatto irruzione nei locali della Christian Protestant Duta Wacana University (Ukdw), intimando alle autorità accademiche di ritirare i cartelloni pubblicitari esposti fuori dall’edificio. Questi, infatti, ritraevano una studentessa che indossava un hijab: secondo i musulmani si tratta di pubblicità ingannevole, in quanto la maggior parte degli iscritti all’università è di fede cristiana. Il Muslim Community Forum (Mui) ha appoggiato le proteste, dicendo che non è corretto mostrare un fedele musulmano nella pubblicità di un istituto cristiano. Henry Feriadi, decano dell’università, ha accolto la richiesta ma ha espresso preoccupazione per le modalità della protesta: “Siamo preoccupati da queste minacce, quando i musulmani ci dicono che torneranno più numerosi e che si faranno giustizia da soli se non togliamo il cartellone”. È la prima volta che un episodio simile accade a Yogyakarta. La Ukdw è stata fondata nel 1962, dapprima come università di studi teologici per futuri pastori protestanti. Nel 1985 l’istituzione ha aperto corsi di architettura, informatica, lingua inglese, economia e medicina.
A difesa dell’università si è levata una studentessa di fede musulmana, che ha condannato le minacce degli estremisti: “Le loro richieste sono di basso livello. L’università è il luogo della scienza e nessun programma o interesse politico dovrebbe interferire con quello accademico. Mando questo messaggio da parte degli alunni e dei professori della Ukdw. Sono anche alunna di un pesantren [scuola islamica ndr] e durante i miei cinque anni alla Ukdw ho trovato un’atmosfera di studio rispettosa dell’islam: gli studenti sono educati a comportarsi in maniera onesta e ci è permesso pregare nel campus. Le azioni intolleranti di alcuni devono ricevere la ferma risposta delle autorità”.
In pochi giorni questo è il secondo episodio di intolleranza contro la comunità protestante. Il 7 dicembre a Bandung (West Java) un gruppo di teppisti islamici ha interrotto con violenza un ritrovo di preparazione al Natale
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transessuale ideologia GENDER a Satana Sodoma ] è inutile, che continui a fare l'offeso, contro di me, quando ti nascerà un bambino dal buco del culo? poi, ne riparleremo! .. solo adesso hai reso visibile a tutti un solo commento di questo canale: https://www.youtube.com/channel/UCXQ9ZPePsowc-yVy-Z-vghg/discussion sulla pagina di youtube https://www.youtube.com/user/YouTube/discussion
https://www.youtube.com/channel/UCh9lLxUxnwjehIvyvA9cd4g

https://www.youtube.com/channel/UCeLjaUbDxtfcQBjuJVJSiPA

https://www.youtube.com/user/dominusxUniusREI

https://www.youtube.com/channel/UCXQ9ZPePsowc-yVy-Z-vghg
https://www.youtube.com/channel/UCHUTdSrFbCbCQPjEyLvH7sw

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UPDATE: Turkey jails US pastor on ‘terrorism’ allegations. Published: Dec. 9, 2016 by Barbara G. Baker. Andrew and Norine Brunson. Andrew and Norine Brunson. World Watch Monitor UPDATE (9 Dec.): A Turkish judge sent Rev. Andrew Brunson to prison in Izmir today, 64 days after the US pastor and his wife, Norine, were detained on 7 Oct. under Interior Ministry deportation orders. Although his wife was released on 19 Oct. and given an extended permit to remain in the country, Andrew Brunson has been held since 20 Oct. at the Harmandali Detention Centre on the northern edge of Izmir.
The 48-year-old was transferred overnight on 8 Dec. to a counter-terrorism centre, before being brought before an Izmir court today (9 Dec.) for interrogation. The American Protestant heard today for the first time the allegations filed against him, which apparently prompted his arrest and lengthy detention. According to the officiating judge, the “terrorism” charges came from a “secret informant”. The court ruled that the files on Brunson’s case would continue to remain inaccessible to his lawyer, who had not been allowed to meet him until today’s hearing.
According to Norine Brunson, the lawyer confirmed that her husband was accused of links with the Fetullah Gulen movement, which is accused by Ankara of instigating a failed military coup against the Turkish government on 15 July. The pastor is now incarcerated at Izmir’s Sakran 3 Nolu T Tipi Prison. In a wide-ranging crackdown to identify and prosecute the suspected coup plotters and their sympathisers, with the intention to prosecute them as “terrorists”, the Turkish authorities have suspended or jailed tens of thousands of judges, prosecutors, military personnel, journalists and educators on terrorism charges over the past five months. Brunson and his wife, who have three children now studying in the US, have lived in Turkey for the past 23 years. Norine Brunson stands below Izmir's Harmandanli Detention Centre, where her husband had been held since 20 Oct. World Watch Monitor. Previous update (20 Oct.) Turkish police authorities holding an American Protestant couple in isolation for the past 13 days released the wife late last night (19 Oct.), but continue to hold her husband incommunicado in an Izmir detention facility. Rev. Andrew Brunson and his wife Norine were refused contact with U.S. consular officials and lawyers since they were detained on 7 Oct., under Interior Ministry orders for deportation within 15 days on alleged "national security" grounds. To date, no reason for the expulsion order has been given to the couple, who are 20-year residents of Turkey. Although initial attempts by members of the Izmir Resurrection Church to send in personal effects to their pastor and his wife were refused, this week officials accepted parcels of fresh clothing and medicine for the couple. But the police would not permit a Bible to be sent on to them. It remained unclear whether Rev. Brunson would be deported or remain in custody. He was transferred to the Cigli detention centre in the northern part of Izmir this morning. Original story (14 Oct.):
Turkish officials in the coastal city of Izmir detained American Christians Andrew and Norine Brunson on 7 Oct., refusing ever since to allow daily requests for access to them by U.S. consular officials and lawyers.
According to authorities at the Migration Administration’s detention facility in Izmir, the Turkish Interior Ministry had ordered the couple’s deportation within 15 days. Specifically, the directive reportedly accused them of activities said to constitute a “national security risk”.
When pressed five days later for details about this general accusation, the detention officials said they were “waiting for papers from Ankara” on the case. The Izmir Dirilis (Resurrection) Church, where Andrew Brunson is the pastor. World Watch Monitor. Residents of Turkey for the past 20 years, the Brunsons are currently leading the Izmir Resurrection Church, a small Protestant congregation averaging 30 to 40 worshippers, located in the city’s Alsancak district. After filing a routine application in April to renew their residence visas, the Brunsons had received no response for the past six months. But when they arrived home on 7 Oct., they found a written summons requesting them to report with their passports to a local police station. On arrival, they were immediately taken into custody. A lawyer asking to visit them was denied access and told to obtain an affidavit as his legal authorisation. But when he returned with the document, officials claimed that the couple had already signed a statement, declaring they did not want a lawyer. The authorities refused to produce the written statement. A lawyer acting on behalf of the Brunsons filed a petition to the Izmir governor yesterday (12 Oct.), protesting that the incommunicado stipulation against the American Christians was illegal under Turkish detention laws. A member of the Turkish Parliament has also made an inquiry on the handling of their detention. Although an Izmir church leader confirmed that the U.S. Embassy in Ankara is reportedly “following the arrests”, an embassy official declined any comment on the detentions to World Watch Monitor. After five days, church friends trying to send in a change of clothing to the couple, who are in their late forties, continue to be rebuffed at the detention centre. A continuing pattern. The Interior Ministry has issued similar summary deportation orders against expatriate Christians living in Turkey over the past few years. But when their lawyers were given official access to their detained clients, as stipulated by law, the directive could be delayed. This allowed a temporary stay of deportation and a formal court appeal. In such a recent turn-around, Canadian-American Christian David Byle was taken into custody in April, when the Interior Ministry denied his application to renew his residence visa and advised the immigration authorities to deport him as a “danger to public order”. Byle has worked for years with a registered Bible Correspondence Course, helping educate the Turkish public about the Bible and organising legal street outreaches. Byle’s lawyer filed three cases against his arrest, deportation order and re-entry ban. All now remain on hold because of the Turkish judicial upheaval, in which thousands of judges and prosecutors have been suspended over allegations of support for the Fetullah Gülen movement, accused of orchestrating the summer’s attempted military coup. But in the interim, until the cases are resolved, Byle continues to live in Turkey. A similar process took place two years ago, when an American Protestant pastoring in southeast Turkey’s Gaziantep city for nine years was detained in September 2014 for imminent deportation, under Interior Ministry orders. Although Patrick Jensen’s residence permit was cancelled, his lawyer’s intervention shortened his detention to only 30 hours, and a court hearing was set to hear his appeal over the ruling, which Turkey’s Association of Protestant Churches had protested as “absolutely arbitrary”.
The Gaziantep Administrative Court’s judicial decision two months later overturned the Interior Ministry’s order, allowing Jensen to remain in the country. Ironically, Jensen was refused entry on 27 Aug. when he arrived at the Istanbul airport, returning from traveling abroad. The reason for his blacklisting is still unclear. Still another U.S. citizen living in Turkey and involved in Christian ministry learned this past weekend while flying out of an Istanbul airport that his valid residence visa had been revoked. It was unclear whether he would be permitted to re-enter Turkey if he returned on his round-trip ticket. But apparently the option of judicial review is being circumvented in the Brunsons’ deportation, since they have so far been refused the right to any legal counsel to prevent their forced removal from Turkey. Under Turkey’s current “state of emergency”, declared after the failed 15 July military coup, the government in Ankara has relatively free rein to implement policies and directives which appear to violate the principle of rule of law. Last week the emergency regulations were renewed for another three months, until mid-January 2017. “They are never going to be happy with any foreigners doing Christian work in this country,” one Turkish church leader told World Watch Monitor. “So we have to take these government actions in proportion, realising there are so many countries in this region where expatriate Christians can’t even go openly. “There are quite likely touchy issues involved here,” he said, referring to the flood of Syrian refugees and the Kurdish violence in the southeast, where many Christians are involved in humanitarian aid. So for expatriate Christians involved in church ministries in Turkey, their routine residence visa renewal procedures now appear somewhat tentative.

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Siria-Hezbollah: il radicale cambio operativo dell’Esercito Arabo Siriano
di sitoaurora

Samir Hasan, Madaniya 9 dicembre 2016
Samir Hasan, ex-capo dell'ala militare del Movimento di Unificazione, esperto militare di gruppi islamici.syria-people-and-armyUn cambiamento radicale dell'operatività
La guerra in Siria ha cambiato radicalmente le operazioni dell'Esercito arabo siriano fondendo le operazioni con Hezbollah, una milizia, portando alla decentralizzazione della catena di comando e a un'ampia autonomia delle unità operative. A causa dell'accerchiamento, talvolta prolungato, ed escluse dal centro di comando, diverse unità siriane si autogestivano senza riferire ai comandi e alcuni capi operativi in ambiente ostile erano più efficienti dei superiori. L'evoluzione qualitativa delle forze governative siriane non è il risultato di esperienze precedenti, ma la combinazione di metodi convenzionali con la guerriglia di Hezbollah. Lo sviluppo delle manovre per evitare ambienti ostili, così come la velocità di esecuzione lontano dai processi burocratici, hanno favorito l'azione delle unità sul campo, inducendo una nuova dinamica nel comando centrale. In altre parole, la base ha spinto al cambiamento operativo nella gerarchia militare

L'esercito, pietra angolare del conflitto
I Paesi occidentali e le altri componenti dell'opposizione hanno puntato sull'implosione dalle forze governative siriane, con conseguente disintegrazione del regime. Diversi Paesi arabi e occidentali hanno agito così, alternando pressione militare e offerte allettanti per incoraggiare le defezioni nell'esercito. Nonostante la defezione di singoli nell'esercito, spesso al comando, le manovre arabe e occidentali fallirono. "L'esercito libero siriano" è al massimo un'accozzaglia. Senza il molteplice supporto estero e il contributo in uomini e materiale, l'ELS non potrebbe mai condurre una sola battaglia. L'obiettivo dei Paesi occidentali e dei loro alleati arabi era scindere dal corpo le formazioni da combattimento migliori, 10000 combattenti, indebolendo l'esercito governativo, preludio alla disintegrazione della regime privandolo di un importante elemento della protezione. Le singole defezioni non influenzarono i vari corpi o la coerenza dell'esercito, non più della fedeltà al regime.

Simbiosi esercito-potere, base del regime
La questione che si pone è perché l'esercito non si è disintegrato nonostante le offerte interessanti. Come spiegarne la fedeltà al potere mentre combatte la seconda guerra interna dal 1982? (l'autore si riferisce alla rivolta di Hama nel 1982 e alla sconfitta dei Fratelli musulmani). Il colpo di Stato militare era la via naturale al potere in Siria nei trent'anni successivi all'indipendenza, nonostante la presenza di civili a capo dello Stato come il presidente Shuqri Quatly o il baathista Nuradin al-Atasi. La stabilizzazione avvenne nel 1970 con l'ascesa al potere del Presidente Hafiz al-Assad che riorganizzò completamente i militari per farne i guardiani dello Stato. Non sorprende che l'Esercito arabo siriano abbia resistito a cinque anni di guerra. Chiunque sia un poco versato sulla complessità della struttura delle forze governative siriane è consapevole che l'esercito è una struttura chiusa e strettamente legata al potere. Ciò spiega la solidità del regime verso l'aggressione. L'esperta istituzione militare sigilla la sicurezza del regime, non solo in questa guerra, ma da mezzo secolo, dall'inizio della Presidenza Assad. La simbiosi potere-militari è una singolarità del sistema politico siriano la cui tempistica non ha eguali negli altri Paesi arabi. La struttura dell'Esercito arabo siriano è una copia del sistema di Paesi socialisti come la Corea democratica, per composizione delle unità da combattimento, mobilitazione psicologica, fedeltà assoluta al comandante che lo simboleggia. L'esercito è costruito secondo una rete di suddivisioni dai compiti ben definiti e legati orizzontalmente e verticalmente al comando centrale, comprese le forze speciali.08-696x470Esercito siriano: 36mo nel mondo e quarto esercito arabo
L'Esercito arabo siriano è il 36mo nel mondo e il 4° degli eserciti arabi dopo Egitto, Algeria e Arabia Saudita, qui grazie all'arsenale non alle capacità sul campo. I grandi centri di comando sono dispiegati nella capitale Damasco, a Sayadat Zaynab e Zabadani, e ad Aleppo. L'Esercito arabo siriano comprende le forze di terra, uno dei quattro rami delle Forze Armate siriane, con 200000 soldati cui vanno aggiunti 280000 riservisti.
La divisione missilistica comprende:
Missili anticarro: AT-3 Sagger, AT-4 Spigot, AT-5 Spandrel, AT-7 Saxhorn, AT-10 Stabber, AT-14 Kornet, Milan.
Missili antiaerei: SA-7 Grail, SA-9 Gaskin, SA-13 Gopher, SA-17 Grizzly, SA-22 Greyhound
Missili superficie-superficie: 30 Scud B/C, 18 SS-21 Scarab, 18 FROG-7, M-600.
Missili da difesa costiera: 1 batteria di Bastion con missili supersonici antinave Jakhont.
Il 30 maggio 2013 l'Esercito arabo siriano riceveva i primi missili antiaerei S-300 russi. La componente aerea siriana comprende aerei da combattimento (MiG-29, MiG-25); d'attacco (Su-24, Su-22) ed elicotteri d'attacco (Mil Mi-24 e Gazelle), e quella navale le fregate Petya II, i pattugliatori lanciamissili classe Osa II, versione migliorata, e classe Komar, armati con i missili SS-N-2 Styx, e gli elicotteri antisom (Kamov Ka-25 Hormone, Kamov Ka-28 Helix-A, Mi-14PL).98439La guardia presidenziale: 4.to Corpo d'Armata, pretoriani del regime
La guardia presidenziale, direttamente dipendente dal Capo dello Stato, si basa sul 4.to Corpo d'Armata di 15000 effettivi, la guardia pretoriana del regime. Sostenuta da unità di artiglieria e corazzate, il 4° Corpo d'Armata è la più potente delle formazioni operative siriane per preparazione, attraverso l'addestramento a tutto campo (terra, anfibio, missilistico), che per efficienza sul campo. Il 4° Corpo d'Armata, così come le divisioni corazzate, è direttamente sottoposto al Capo di Stato, Comandante in Capo dell'esercito. Quindi la presidenza è presente nell'esercito e l'esercito è presente nella presidenza, senza assumere direttamente la direzione del Paese. Questa sovrapposizione è assicurata dalla formazione ideologica dei soldati e dall'adesione all'ideologia del partito Baath. Il soldato siriano è ideologicamente ostile a Israele, nazionalista arabo fedele al regime. L'esercito pubblica quotidianamente un bollettino politico che condensa i principali fatti di attualità e loro interpretazione. Il bollettino viene distribuito a tutte le unità nelle varie province del Paese.

La guerra di logoramento e strategia della resistenza
Nella nuova guerra in Siria, l'esercito ha adottato una posizione difensiva concentrandosi sulla tutela dei siti vitali, contenendo l'assalto dei gruppi armati carichi di denaro, armi e munizioni. Il regime ha optato per una guerra di logoramento e una strategia di resistenza, puntando a lungo termine a spingere l'opposizione alla disperazione e a togliergli ogni speranza di vittoria. L'esercito, come nella maggior parte dei Paesi arabi, è sempre stato un importante fattore di coesione nazionale, eliminando divisioni etniche o religiose, simboleggiando per molti aspetti la spina dorsale dei regimi nazionalisti arabi che lo utilizzano per raggiungere l'unione della popolazione attorno ai valori da essi difesi. L'Esercito arabo siriano era il motore delle guerre arabe contro gli israeliani, spesso intervenendo nei molti conflitti tra Israele e i Paesi arabi. Oggi la Siria subisce una guerra inter-religiosa tra lo Stato nazionale siriano e gruppetti di jihadisti sunniti. Il conflitto ha aumentato il peso dell'esercito nello Stato, con conseguente tutela militare di diversi enti della pubblica amministrazione (funzionari amministrativi, insegnanti, medici) ottenendo la maggior parte delle risorse dell'economia siriana. La Siria spese il 6,2% del PIL per la difesa nel 2004. Nel 2011, le spese militari erano di 2,5 miliardi di dollari. Dall'inizio della guerra in Siria, i dati sul bilancio della difesa non sono noti. Tuttavia, si può stimare che il bilancio sia aumentato per incrementare le capacità dell'esercito che subiva numerosi attacchi dai gruppi armati sunniti.e1f16af8-ffea-447b-890e-2bd5504375f4_16x9_788x442Hezbollah
Sui vari teatri operativi Hezbollah ha affinato la propria strategia optando per un "complesso metodo" nei combattimenti, combinazione di operazioni di guerriglia e di guerra, tra metodi d'attacco dell'esercito regolare con quelli della guerriglia. In Libano, nel terreno favorevole nel sud a maggioranza sciita del Libano, attuava la guerra difensiva di guerriglia contro Israele. In Siria, contro i jihadisti su terreno ostile, attua la guerra frontale in spazi aperto. Il corso della guerra in Siria ha portato Hezbollah a condurre operazioni congiunte con le forze governative siriane in battaglie con carri armati e veicoli blindati, mentre il proprio punto di forza era la fanteria, in combinazione con le unità aeree e missilistiche siriane. Ebbe il lusso, unico negli annali militari, di spezzare il saliente di Yabrud a Damasco, il 15 marzo 2014, il giorno del referendum della Crimea per l'adesione alla Russia, nel terzo anniversario della sommossa in Siria. La formazione sciita ha optato per operazioni con piccole unità mobili, la cui importanza aumenta con lo svilupparsi della battaglia, impegnando grandi formazioni con adeguate attrezzature belliche. Se nel Ghuta, periferia di Damasco, circondata dai terroristi di Ahrar al-Sham, e a Qusayr, Hezbollah incontrò serie difficoltà, con perdite pesanti, vinse sul campo comunque. Sperimentate nella guerriglia, le truppe d'élite riuscivano non solo a sovvertire il corso della guerra in Siria, ma a cambiare radicalmente le regole d'ingaggio nel confronto israelo-libanese.

Epilogo
La guerra asimmetrica ha svolto un ruolo nel destabilizzare il regime. Impegnato nella guerra convenzionale secondo schemi tradizionali, l'Esercito arabo siriano ha avuto difficoltà all'inizio delle ostilità. Hezobllah, impegnandosi a fianco dell'Esercito arabo siriano, ha cambiato il corso della guerra collegando formazioni regolari e irregolari. Hezbollah ha utilizzato il sistema delle ondate successive, avanzando sotto la protezione di un tiro pesante, indebolendo l'avversario. Attuando brillantemente le tattiche antiguerriglia, la sua efficienza ha inflitto gravi perdite al nemico. La comune esperienza di Hezbollah ed Esercito arabo siriano riattivava, attraverso la modernizzazione del concetto di "operatività complessa", la sintesi tra guerra convenzionale e guerra di guerriglia. Questa innovazione ha aperto ampie possibilità di azione alle forze combinate Hezbollah-Siria. Hezbollah, Esercito Arabo Siriano e forze alleate hanno raccolto un'esperienza unica nelle operazioni combinate, potendo affrontare ogni forma di aggressione. In questo senso, la guerra in Siria ha cambiato radicalmente l'operatività dell'Esercito arabo siriano, con la fusione operativa con Hezbollah e conseguente decentramento della catena di comando, combinati a un'ampia autonomia delle unità.
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testicoli Salman shariah 666 Rothschild SpA | cecchino spadaccino
cecchinospadaccino.wordpress.com/2016/12/09/testi…
192.0.100.62  

[…] la #CINA vi sosterrà! https://cecchinospadaccino.wordpress.com/2016/12/05/amona-divide-il-governo-netanyahu/ Amona divide il governo Netanyahu. LA CINA HA INTERESSE A REALIZZARE IL REGNO DI ISRAELE.. PERCHÉ […]
  
09/12/2016 alle 22:43
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    eih shariah 666 TURCHIA È UN ATTO INEVITABILE | cecchino spadaccino
cecchinospadaccino.wordpress.com/2016/12/05/eih-s…
192.0.86.119  

[…] CERTO la #CINA vi sosterrà! https://cecchinospadaccino.wordpress.com/2016/12/05/amona-divide-il-governo-netanyahu/ Amona divide il governo Netanyahu […]
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Blessed are the peacemakers, for they will be called children of God.
(Matthew 5:9) THE PEACEMAKERS

With the possession of a meek spirit, we are equipped to step into the midst of conflict and be ambassadors “waging peace” that passes all understanding. The richness of the New Testament word “peace” describes a condition of perfect and complete positive well-being. It also describes right relationships — intimate fellowship and goodwill between human beings. Peace comes not from avoiding issues but from facing them, making peace even when the way is through trouble.

Blessed are those peacemakers who produce right relationships in every sphere of life, for they are doing a God-like work.

Such actions may involve laying down one’s life, like Jesus did, in order to reconcile men with God and break down barriers among men (Galatians 3:26-29). Are we willing to pay the price so that others might find peace with God? Are we willing to insist that all should hear the Gospel and believe? In some conflict areas of the world, Christians call this “waging peace.”

Our brothers and sisters in Israel and the West Bank — where “peace” is sought but very evasive — remind us that Jesus’ high moral teaching is that we should not resist evil with evil (Matthew 5:39). Jesus is calling His followers not to respond in kind to the acts of injustice and dehumanisation directed against them, but rather to respond with transforming initiatives. This unique perspective that He teaches contrasts with the “fight or flight” responses so deeply conditioned in human beings.

Dr. Salim Munayer is a wonderful example of such a peacemaker. The organisation he founded takes groups of Christian Palestinians and Israelis on trips to the desert where they must work together in a situation that breaks down barriers and promotes trust relationships. Brother Andrew comments that this ministry doesn’t “just talk about the problem between Palestinians and Jews. It brings the two sides together and provides the means for them to reconcile.”

“Waging peace” involves: promoting love not hate; fostering unity among brethren; being a witness of a higher kingdom; and following the non-violence example of Jesus.

RESPONSE:

Today I will be proactive and “wage peace” in my sphere of influence.

PRAYER:

Lord, make me an instrument of Your peace. May I counter hatred with love and injury with forgiveness today.
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Soy Mons. Jeanbart, obispo de Aleppo (Siria). Te escribo -gracias a CitizenGO y a la Fundación Nova Terrae- porque la situación en mi comunidad es horrible: terrorismo, bombardeos, secuestros, destrucción, falta de provisiones, medicinas, agua, electricidad…
El pueblo sirio es quien está sufriendo las sanciones económicas. Tenemos que vencer al Estado Islámico, pero también tenemos que levantar las sanciones económicas. Escriba ahora a los representantes de Naciones Unidas y de la Unión Europea
LEVANTEN SANCIONES ECONOMICAS EN SIRIA
Y finalmente, y no menos importante, falta de seguridad. La presión internacional por una resolución pacífica de nuestro conflicto es prácticamente nula: muchas palabras sin ningún efecto.
Pareciera como que no quieren parar la guerra, que es la guerra lo que les interesa.
Por eso necesitamos pedirle a la comunidad internacional que levante las sanciones económicas sobre Siria:
http://www.citizengo.org/es/pr/36981-levantemos-sanciones-internacionales-contra-siria
Naciones Unidas y la Unión Europea están jugando aparentemente un rol neutral.
Los políticos occidentales cristianos no están haciendo prácticamente nada.
Tienen que ser más firmes y exigentes sobre sus gobiernos para empujarles a que digan la verdad y paren las mentiras de sus medios de comunicación.
La ayuda es que esperamos es que los políticos puedan ser un instrumento para alcanzar la paz y frenar el conflicto mediante la promoción de un diálogo que tenga como objeto la paz.
En este sentido, las sanciones no son útiles; sólo sirven para que la gente inocente sufra…
http://www.citizengo.org/es/pr/36981-levantemos-sanciones-internacionales-contra-siria
Si ya participó en esta campaña. ¿Podría compartirla? REENVIAR ESTE CORREO
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El pueblo sirio es quien está sufriendo las sanciones económicas
Tenemos que vencer al Estado Islámico, pero también tenemos que levantar las sanciones económicas
Escriba ahora a los representantes de Naciones Unidas y de la Unión Europea
LEVANTEN SANCIONES ECONOMICAS EN SIRIA. En relación a la libertad religiosa, debemos decir, una vez más, que el gobierno sirio garantiza la libertad religiosa.
Los cristianos nunca nos enfrentamos a un genocidio en el Medio Oriente.
La actual violencia sin precedentes fue sólo un movimiento de su bien conocida estrategia de aterrorizar a la gente y someterla firmemente bajo su dominación.
Tenemos dos frentes de guerra: La violencia del llamado Estado Islámico y la destrucción y la descapitalización humana de la gente siria, nuestros vecinos que optaron por abandonar el país.
Levantar las sanciones ayudaría a Siria en general y Alepo en particular a reconstruir y restaurar nuestro país y nuestra próspera vida.
Tenemos que combatir contra el Estado Islámico, pero también tenemos que levantar las sanciones económicas:
http://www.citizengo.org/es/pr/36981-levantemos-sanciones-internacionales-contra-siria
Tengo la esperanza de que esta campaña permita evitar el sufrimiento de millones de pobres personas inocentes.
Gracias de antemano por su participación.
Un saludo,
Mons. Jeanbart, obispo de Aleppo (Siria)
PD. Por favor, no te olvides de los sirios; estamos sufriendo mucho y levantar las sanciones económicas ayudaría mucho. Por favor, firma y comparte.
PD2. Gracias de nuevo a la Fundación Nova Terrae y a CitizenGO por permitirme enviarte este mensaje.
PD3. Nota de CitizenGO: el miércoles 30 de noviembre hubo cumbre de la ONU sobre Siria. Rusia pidió 4 corredores humanitarios. La liberación de Aleppo parece más cerca, aunque EEUU dice que sería insuficiente.
Además, el pasado viernes la ONU acordó detener los ataques aunque el Estado Islámico estaba a punto de ser derrotado en Aleppo.

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Pongan fin a las sanciones económicas contra el pueblo sirio

Att. Barack H. Obama, Presidente de los Estados Dicho de América

Sr. Jean-Claude Juncker, presidente de la Comisión de la Unión Europea

Nos sumamos el llamado de los tres patriarcas de Siria exigiendo el levantamiento de las sanciones económicas impuestas al pueblo sirios que permanece unido a su tierra natal y a una civilización milenaria como la siria

Este llamado es una invitación a tomar medidas extraordinarias, decisiones valientes, sabias y responsables con una dimensión humanitaria basada en la Carta de Derechos Humanos y otros pactos internacionales.

Poner fin a las sanciones económicas contra Siria satisfacerá las legítimas aspiraciones de los ciudadanos que buscan mejorar sus condiciones de vida. Asimismo, fortalecerá su apego a la tierra y limitará la explotación de la miseria del pueblo sirio por parte de grupos que no quieren el bien común del país.

También facilitará el trabajo eclesial y humanitario para la entrega de alimentos, medicamentos y equipos médicos necesitados en toda Siria.

Por lo tanto, les pedimos que dirijan a la comunidad internacional para responder a este clamor humanitario del pueblo sirio.

Permítales vivir con dignidad, que es un derecho fundamental de todos los pueblos del mundo.

Levanten las sanciones económicas impuestas contra el pueblo sirio.

---

Mr. Barack H. Obama, President of the United Stated ofAmerica

Mr. Jean-Claude Juncker, President of the Commission of the European Union

We join the appeal of the three Patriarchs of Syria demanding the lifting of the economic sanctions imposed on the Syrian people who remain attached to their homeland and to the civilizations that exist for thousands of years.

This appeal comes as an invitation to take extraordinary measures, brave, wise and responsible decisions with a humanitarian dimension based on the Human Rights Charter and other International Covenants, mainly to lift the economic sanctions onSyria.

This will meet the aspirations of the citizens who seek to improve their living conditions. It will strengthen their attachment to the land, limit the exploitation of the misery of the Syrian people by groups who do not want the common good of the country.

It will also facilitate the work of our ecclesial and humanitarian organizations in conferring humanitarian aid and delivering medicine and medical equipment to those who need it throughoutSyria.

Therefore, we ask Their Excellencies to lead the international community to respond to the humanitarian appeal of the Syrians: “Stop the siege on the Syrian People! Lift the International Sanctions onSyriaand allow this people to live in dignity which is a basic right to all the peoples of the world”.







You can press forward by strengthening persecuted believers around the world.

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Dear Mr Scarola,

There’s an unprecedented war raging against Christians around the world.

In places like the Middle East, we’re witnessing one of Satan’s greatest assaults against the Church. Christians are subjected to mass executions, driven from their homes, enslaved, raped and kidnapped.
We’re on the offensive
That’s why Open Doors has launched an urgent 90-day Global Summer Offensive – to help turn the tide in this spiritual battle.

And today I’m asking for your help to strengthen persecuted believers with critical support like trauma care, discipleship training, Bibles and other encouraging Christian materials.

So please give generously to help meet the needs of our hurting brothers and sisters around the world – and press forward with the name of Christ where faith costs the most.
Together in His service,


Jan Gouws
Executive Director, Open Doors Southern Africa

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ULTIME NOTIZIE - Bollettino n. 51 del 10 dicembre 2016


Un nuovo studio di Mark Regnerus smentisce le bugie gay sullo “stigma sociale”





Una delle motivazioni abituali dei sostenitori delle politiche gender e della legittimazione di ogni tendenza sessuale consiste nella necessità di porre fine al clima di stigmatizzazione sociale responsabile della cosiddetta “omofobia interiorizzata”. Il non riconoscimento della “normalità” omosessuale sarebbe infatti alla base del “bullismo omofobico” che porta a comportamenti ed azioni negative, come la discriminazione sul lavoro, espressioni e crimini […]


Giudice argentino autorizza il matrimonio tra vedova e figliastra in nome del “diritto alla felicità”





Dall’Argentina arriva una nuova folle storia, figlia dell’odierno clima culturale. Questi i fatti: nel 1983, un uomo e una donna si sposano ed hanno una figlia. Sedici anni più tardi, nel 1999, la moglie muore e il marito forma una nuova coppia con una giovane donna. Tale rapporto dura fino alla morte dell’uomo che avviene nel 2010.




Unione “civile” a Reggio-Emilia con l’applauso della stampa locale





Lo scorso 3 dicembre, nella Sala del Tricolore di Reggio-Emilia, si sono unite “civilmente” Giovanna Ticozzi, 68 anni, e Jimmi Magrì, di 65.




Seminaristi omosex, sacerdozio vietato Papa Francesco conferma le vecchie disposizioni





«L’idea che i gay non possono essere buoni sacerdoti è stupida, umiliante, ingiusta, e in contrasto con i fatti», lo scrive il gesuita padre Thomas Reese sul National Catholic Reporter, dopo che nei giorni scorsi è stata pubblicata la nuova Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis, promulgata nella Solennità dell’Immacolata Concezione.




Omosessualità, la schizofrenia ecclesiastica





Le nuove istruzioni sulla formazione al sacerdozio toccano ovviamente molti punti, su cui avremo modo di tornare; ma data la situazione della Chiesa oggi, non può non attirare l’attenzione la parte dedicata agli eventuali candidati al sacerdozio con tendenze omosessuali.




Roma: al Campidoglio si discute di “poliamore”. A quando una legge ?





Dalla monogamia delle unioni etero e omosessuali alla poligamia, rappresentata dal cosiddetto “poliamore”, l’ultima frontiera sessuale che rivendica la possibilità di poter intrattenere più relazioni intime, sessuali o affettive allo stesso tempo, “con il consenso esplicito di tutti i partner attuali e potenziali”. Questo è il tema al centro di un incontro, sotto forma di talk show, dal titolo “Poliamore: narrazioni, […]




Napoli: inaugura la mostra “Storie di giocattoli. Dal Settecento a Barbie” promossa dall’Arcigay





Promuovere la “normalità” gay attraverso la storia dei giocattoli e rimuovere la distinzione di genere che la società ‘impone’ fin da bambini. Questo è il sotteso ed improbabile obiettivo della mostra “Storie di giocattoli. Dal settecento a Barbie”, rivolta alle scuole e a tutta la cittadinanza, che prende il via oggi 8 dicembre a Napoli presso le sale del Complesso […]





















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UPDATE: Turkey jails US pastor on ‘terrorism’ allegations Published: Dec. 9, 2016 by Barbara G. BakerUPDATE (9 Dec.): A Turkish judge sent Rev. Andrew Brunson to prison in Izmir today, 64 days after the US pastor and his wife, Norine, were detained on 7 Oct. under Interior Ministry deportation orders. Although his wife was released on 19 Oct. and given an extended permit to remain in the country, ...


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Published: Dec. 9, 2016 “Yesterday I had just one cup of millet [grain] left. There are 12 people in our house. We went to ...

UPDATE First religious freedom case under new Nepal constitution: all charges dropped


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Vietnam’s Law on Belief and Religion ‘deeply flawed’


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Mexico ‘in denial’ over Christians forced out of homes for their beliefs


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‘Expendable’ Christians ‘victims of organ harvesting’ in China


Published: Dec. 2, 2016

Iraqi ambassador criticises country’s conversion law


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Philippines churches could cancel services over terrorism threat


Published: Dec. 2, 2016

‘Castro’s death won’t end repression of Cuban Church’


Published: Dec. 1, 2016







11/12/2016 - EGITTO



Attentato al Cairo: la condanna della Chiesa cattolica. Le reazioni dal mondo arabo










Il portavoce dei cattolici, p. Rafic Greiche, offre condoglianze e preghiere per i morti e i feriti. Un appello alle forze di sicurezza. Per il Fronte democratico per la liberazione della Palestina vi è l'influenza di Israele. La condanna da parte di Al Azhar. Interrotti i festeggiamenti per la nascita del profeta Maometto. Il papa Tawadros II interrompe il suo viaggio in Grecia.




di Loula Lahham






11/12/2016 - VATICANO





Appello del papa per la Siria: Sì alla pace, sì alla gente di Aleppo




All’Angelus in piazza san Pietro, papa Francesco chiede “una scelta di civiltà” per la protezione dei civili nel feroce conflitto in Siria. La guerra è “un cumulo di soprusi e di falsità”. La preghiera per gli attentati terroristi in Turchia, Somalia, Egitto. La vicinanza a papa Tawadros. “Oggi siamo invitati a gioire per la venuta imminente del nostro Redentore e a condividere questa gioia con gli altri, donando conforto e speranza ai poveri, agli ammalati, alle persone sole e infelici”. A Vientiane (Laos) sono stati beatificati p. Mario Borzaga, missionario Omi, il catechista Paolo Thoj Xyooj e 14 compagni, tutti uccisi dai guerriglieri del Pathet Lao nel 1960. La benedizione dei Bambinelli.






11/12/2016 - EGITTO





Attacco terrorista vicino alla cattedrale copta del Cairo. Almeno 25 morti e decine di feriti



L'esplosione è avvenuta nella chiesa di san Pietro, durante la liturgia. Un testimone: Corpi e sangue, oltre a distruzioni. Nessuna rivendicazione per il momento.







10/12/2016 - PAKISTAN





Il più grande lago del Pakistan distrutto dall’inquinamento



Il lago Manchar era una riserva immensa di acqua dolce e si estende per oltre 250 chilometri quadrati. Sulle sue rive erano disseminate le barche di pescatori della tribù dei Mohanna. Negli anni Settanta è partito un piano per lo sversamento di rifiuti industriali, umani e agricoli. Su 200 specie di pesci, se ne sono estinte 14; poche decine di barche rimaste; 15mila pescatori emigrati in cerca di lavoro.







10/12/2016 - PAKISTAN





Giornata dei diritti umani a Lahore: Il governo interrompa ogni discriminazione

di Shafique Khokhar

Centinaia di persone si sono radunate di fronte al Press Club della città, esponendo cartelloni e intonando slogan. Disabili, trans-gender, donne, uomini e bambini hanno chiesto il rispetto delle minoranze, la garanzia e la tutela dei diritti fondamentali di ciascuno.







10/12/2016 - GIAPPONE





La Kansai University dice no al governo: Non faremo ricerca a scopo militare



L’istituzione privata ha proibito ai propri ricercatori di iscriversi al programma del ministero della Difesa che prevede studi tecnologici in ambito pacifico e militare: “Tutto ciò potrebbe essere usato contro l’umanità senza il benestare degli scienziati”.







10/12/2016 - CINA





Diritti umani: lettera a Xi Jinping per gli scrittori cinesi arrestati

di Paul Wang

Fra i firmatari: Salman Rushdie, Margaret Atwood, JM Coetzee. Il ricordo di Liu Xiaobo, condannato a 11 anni di reclusione; della moglie Liu Xia, agli arresti domiciliari; dell’accademico Ilham Tohti, condannato all’ergastolo per le sue critiche alla politica di Pechino verso gli uiguri.







10/12/2016 - RUSSIA





Krasnodar: raffica di condanne per alto tradimento e spionaggio



La denuncia dell’associazione di protezione legale Komanda-29. Il caso di Oksana Sevastadi, condannata a sette anni di detenzione per un sms inviato a un conoscente georgiano.







10/12/2016 - EMIRATI ARABI UNITI





Vicario apostolico d’Arabia: il Giubileo della misericordia ha riavvicinato le persone alla fede



Mons. Hinder parla dell’anno santo come occasione di “riconciliazione e perdono”. In un clima di guerre e violenze “perdonare diventa sempre più importante”. Un gesto che deve abbracciare anche quanti “negano diritti e infliggono sofferenze”. Migliaia di fedeli alle messe dell’Avvento. L’immigrazione “contamina” la vita stessa della Chiesa.







09/12/2016 - MYANMAR





Vescovo di Lashio: La mia diocesi, ferita dalla guerra e dalla droga

di Phillip Za Hawng*

Mons. Phillip Za Hawng racconta la drammatica situazione in cui versa la parte settentrionale dello Stato Shan, dove infuriano gli scontri fra esercito governativo e ribelli. La fuga dei civili in Cina per fuggire la violenza; l’analfabetismo e il commercio di droga dilagante. Una proposta per la pace duratura.







09/12/2016 - BANGLADESH – VATICANO





Il premier Hasina invita papa Francesco a visitare il Bangladesh (Foto)

di Sumon Corraya

Il card. D’Rozario ha incontrato il primo ministro nel suo ufficio. All’incontro era presente anche il nunzio apostolico, arcivescovo George Kocherry. “Esprimo la lealtà al premier e alla nazione, a nome dei 600mila cristiani che rappresento”.







09/12/2016 - VATICANO





Papa: il sacerdote non sia “funzionario”, né mondano o “intermediario” dell’amore di Dio



Il sacerdote autentico “è un mediatore molto vicino al suo popolo”, l’intermediario invece fa il suo lavoro, ma poi ne prende un altro “sempre come funzionario”, “non sa cosa significhi sporcarsi le mani” in mezzo alla realtà. Ed è per questo che quando “il sacerdote cambia da mediatore a intermediario non è felice, è triste”. E cerca un po’ di felicità “nel farsi vedere, nel far sentire l’autorità”.







09/12/2016 - GOLFO





Washington e Londra: contratti miliardari per armi a sauditi, Qatar ed Emirati



Gli Stati Uniti venderanno elicotteri e mezzi militari del valore di miliardi di dollari. Critiche di attivisti e ong: in Yemen queste armi uccidono civili innocenti. Regno Unito e nazioni del Golfo lanciano una partnership strategica in chiave anti-iraniana, definita una “minaccia” per l’area.








09/12/2016 - INDIA – STATI UNITI





Ong cristiana americana “sotto controllo”: a rischio migliaia di bambini poveri. E l’India ci ripensa

di Nirmala Carvalho

Compassion International opera in India con 580 partner, cui versa 50 milioni di dollari l’anno. A febbraio il governo indiano l’ha inserita tra le Ong da controllare. I suoi membri fanno pressioni sui rappresentanti del Congresso Usa. Gruppo radicale indù critica lo scopo esplicito di evangelizzare i bambini.







09/12/2016 - INDONESIA





Yogyakarta, estremisti musulmani contro l’università cristiana: “Fa pubblicità ingannevole”

di Mathias Hariyadi

Un cartellone della Christian Protestant Duta Wacana University ritraeva una studentessa con indosso un hijab. Secondo i radicali islamici non si può mostrare un fedele musulmano nella pubblicità di un istituto cristiano. Studentessa islamica: “Nessun programma politico dovrebbe interferire con lo studio accademico”.







09/12/2016 - SIRIA





Un'intervista ad Assad: Sì al dialogo inter-siriano, contro terrorismo e ingerenze straniere



Il presidente siriano traccia una distinzione fra le opposizioni presenti nel Paese. Non tutte sono collaborazioniste ed è possibile un confronto con chi “non è al servizio di agende straniere”. Attacca Arabia Saudita e Qatar responsabili della superiorità di Israele nella regione. Lotta alla corruzione e l’impegno a migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Tregua nei combattimenti ad Aleppo.








09/12/2016 - INDIA





Suor Meena Barwa: Nel giorno dell’Immacolata, le Serve di Maria rinnovano i voti

di Nirmala Carvalho






09/12/2016 - COREA DEL SUD





Il parlamento coreano vota l’impeachment della presidente Park Geun-hye



Contro di lei hanno votato anche membri del suo partito. Si attende ora la decisione della Corte costituzionale. Se viene estromessa, la Park sarebbe il primo presidente sudcoreano a subire tale sorte.







09/12/2016 - VIETNAM – CINA





Mar Cinese meridionale: Hanoi continua a costruire nelle isole contese



Immagini satellitari scattate il 30 novembre mostrano navi vietnamite a ridosso del Ladd Reef, piccola isola dell’arcipelago Spratly. La nuova base, il cui scopo militare non è confermato, potrebbe scatenare le ire di Pechino.







09/12/2016 - TIBET-CINA





Gansu, un tibetano si immola col fuoco invocando il Dalai Lama



È la 146ma immolazione dal 2009. La polizia ha prelevato il corpo della vittima. La scena è stata filmata. Il Dalai Lama: “Salvaguardare la vita come valore massimo”.







09/12/2016 - ISRAELE - PALESTINA - ONU





Onu: Viola il diritto internazionale la legge israeliana sugli insediamenti



L’Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra'ad Al Hussein invita i deputati a “riconsiderare” il sostegno alla norma. Essa “danneggia la reputazione” di Israele nel mondo. La Knesset ha approvato in prima lettura con 57 voti favorevoli e 51 contrari. In calendario altre due votazioni prima dell’approvazione finale.








08/12/2016 - VATICANO





La preghiera del Papa all’Immacolata in piazza di Spagna

di Papa Francesco

Nell’omaggio a Maria in piazza di Spagna, papa Francesco porta idealmente tutta la città di Roma e tutto il mondo. La richiesta di un “cuore immacolato per amare senza “maschere e trucchi”. La certezza della Grazia che vince lo “scoraggiamento”. La visita a S. Maria Maggiore.







08/12/2016 - VATICANO





Papa: Dio viene ad abitare tra noi per mezzo di un grande sì, quello di Maria



Nella solennità dell’Immacolata Concezione, papa Francesco mette a confronto i “no” dell’uomo davanti a Dio e il “grande sì” di Maria, il “più importante della storia”. Noi “esperti di mezzi sì” o di “sì mancati”. Il ricordo delle vittime del terremoto ad Aceh (Indonesia). L’invito a partecipare all’omaggio a Maria in piazza di Spagna nel pomeriggio. Il papa si recherà anche a S. Maria Maggiore.







07/12/2016 - FILIPPINE





Arcivescovo di Ozamiz: Basta con il reclutamento dei bambini soldato a Mindanao



Mons. Martin Jumoad si è rivolto al governo chiedendo di “raddoppiare gli sforzi per vincere la simpatia delle giovani generazioni e conquistarle alla bontà”. Povertà e mancanza di educazione le cause principali del fenomeno. Centinaia di minori vengono presi dai gruppi ribelli che combattono Manila.







07/12/2016 - INDIA





Andhra Pradesh, fedeli di ogni religione rendono grazie a Maria per i miracoli ricevuti



Quello di Gunadala è uno dei santuari mariani più importanti di tutta l’India. È stato fondato dai missionari del Pime, che nel 1928 hanno portato una statua della Madonna di Lourdes. Una famiglia non cattolica ringrazia la Vergine per la guarigione di un figlio, malato di cuore. Il taglio dei capelli e della barba come gesto di umiltà nelle preghiere a Dio.







07/12/2016 - YEMEN





Aden: sradicata cellula dello Stato islamico, arrestati otto jihadisti



La polizia ha fermato un gruppo di miliziani responsabili di attacchi sanguinosi nel recente passato. Nel contesto dell’operazione sequestrate pistole con silenziatore e lettere dei vertici di Daesh in Siria e Iraq. L’esercito governativo a Chehr ha rinvenuto quattro tonnellate di esplosivo; cinque persone fermate, pianificavano “attentati terroristi”.








07/12/2016 - GIAPPONE





Fukushima, pesci e crostacei non sono più radioattivi



Negli ultimi cinque anni e mezzo, la stazione sperimentale di Fukushima per le attività di pesca ha analizzato in modo costante campioni di pesce e molluschi. Per la prima volta dopo anni, i livelli di cesio radioattivo sono scesi sotto la soglia minima.








07/12/2016 - VATICANO





Papa: lo Stato laico è una cosa buona, ma il laicismo è antiquato



In una intervista a un settimanale belga Francesco critica il laicismo che “chiude la porta alla trascendenza”, che invece fa parte della natura umana. “Nessuna religione come tale può fomentare la guerra”, perché in questo caso “starebbe proclamando un dio di distruzione, un dio di odio”. Sinodalità è “non calare dall’alto in basso, ma ascoltare le Chiese, armonizzare, discernere”.







07/12/2016 - CINA





Scioperano gli operai delle multinazionali che abbandonano la Cina

di Wang Zhicheng

Scontri con la polizia e arresti nelle fabbriche della Danone e della Sony. Problemi anche con la Coca Cola. Gli operai temono che i nuovi padroni (cinesi) taglino posti di lavoro, abbassino gli stipendi, abbruttiscano le condizioni di lavoro. Apple, McDonald, Kfc e tanti altri si spostano altrove perché il costo della manodopera cinese è cresciuto e le vendite calano.







07/12/2016 - INDONESIA





West Java: radicali islamici interrompono una celebrazione di Natale

di Mathias Hariyadi

I fedeli della Chiesa evangelica riformata erano riuniti in una sala a Bandung, quando decine di persone hanno fatto irruzione interrompendo il coro e disperdendo la folla: “Non potete celebrare in un luogo che non sia una chiesa”.






07/12/2016 - VATICANO






Papa: “io spero perché Dio è accanto a me”, cammina accanto a me



Francesco ha iniziato un ciclo di catechesi dedicato alla speranza cristiana, “che non delude mai”. Appelli per le Giornate contro la corruzione e per i diritti umani: “due realtà strettamente collegate: la corruzione è l’aspetto negativo da combattere”; “i diritti umani sono l’aspetto positivo, da promuovere”.







09/12/2016, 11.58

INDONESIA

Yogyakarta, estremisti musulmani contro l’università cristiana: “Fa pubblicità ingannevole”

Mathias Hariyadi





Un cartellone della Christian Protestant Duta Wacana University ritraeva una studentessa con indosso un hijab. Secondo i radicali islamici non si può mostrare un fedele musulmano nella pubblicità di un istituto cristiano. Studentessa islamica: “Nessun programma politico dovrebbe interferire con lo studio accademico”.




Jakarta (AsiaNews) – La società civile e alcuni intellettuali musulmani si sono scagliati contro i gruppi radicali che hanno minacciato un’università cristiana. L’episodio è avvenuto nella provincia di Yogyakarta, Java. Alcuni estremisti islamici hanno fatto irruzione nei locali della Christian Protestant Duta Wacana University (Ukdw), intimando alle autorità accademiche di ritirare i cartelloni pubblicitari esposti fuori dall’edificio. Questi, infatti, ritraevano una studentessa che indossava un hijab (v.foto): secondo i musulmani si tratta di pubblicità ingannevole, in quanto la maggior parte degli iscritti all’università è di fede cristiana.

Il Muslim Community Forum (Mui) ha appoggiato le proteste, dicendo che non è corretto mostrare un fedele musulmano nella pubblicità di un istituto cristiano. Henry Feriadi, decano dell’università, ha accolto la richiesta ma ha espresso preoccupazione per le modalità della protesta: “Siamo preoccupati da queste minacce, quando i musulmani ci dicono che torneranno più numerosi e che si faranno giustizia da soli se non togliamo il cartellone”.

È la prima volta che un episodio simile accade a Yogyakarta. La Ukdw è stata fondata nel 1962, dapprima come università di studi teologici per futuri pastori protestanti. Nel 1985 l’istituzione ha aperto corsi di architettura, informatica, lingua inglese, economia e medicina.

A difesa dell’università si è levata una studentessa di fede musulmana, che ha condannato le minacce degli estremisti: “Le loro richieste sono di basso livello. L’università è il luogo della scienza e nessun programma o interesse politico dovrebbe interferire con quello accademico. Mando questo messaggio da parte degli alunni e dei professori della Ukdw. Sono anche alunna di un pesantren [scuola islamica ndr] e durante i miei cinque anni alla Ukdw ho trovato un’atmosfera di studio rispettosa dell’islam: gli studenti sono educati a comportarsi in maniera onesta e ci è permesso pregare nel campus. Le azioni intolleranti di alcuni devono ricevere la ferma risposta delle autorità”.

In pochi giorni questo è il secondo episodio di intolleranza contro la comunità protestante. Il 7 dicembre a Bandung (West Java) un gruppo di teppisti islamici ha interrotto con violenza un ritrovo di preparazione al Natale




25/02/2014 INDONESIA
Yogyakarta: università “congela” una controversa norma che limita la libertà religiosa
Il prestigioso ateneo Gajah Mada University ha bloccato un regolamento interno che proibisce di professarsi ateo o praticare una fede non riconosciuta dallo Stato. La norma voluta dal rettore aveva creato malcontento fra gli studenti. Per la portavoce dell’istituto l’obiettivo è prevenire violenze o scontri di natura confessionale.

15/01/2010 INDONESIA
Yogyakarta pluralista prende nome islamico: “Terrazza di Medina”
La mozione avanzata dalla famiglia reale, che governa la provincia a statuto speciale, è sostenuta dal locale Consiglio degli ulema. La città, rinomata meta turistica e sede universitaria, è famosa per il pluralismo e la tolleranza. Al suo interno convivono in modo pacifico centinaia di etnie.

23/06/2011 INDIA
Andhra Pradesh, autorità islamiche: il governo riconosca i diplomi delle scuole coraniche
Non esiste l’equipollenza dei titoli di studi e gli studenti delle madrasse non possono accedere alle università. Ma il problema sono i programmi: si studiano solo il Corano e l’islam. Un sacerdote gesuita: “Introdurre matematica, scienze e inglese è una soluzione possibile”.

29/11/2005 INDONESIA
Nuove minacce a chiese cristiane dell' East Java


Intanto la polizia rivela un grande piano della Jemaah Islamiyah nel quale Indonesia e Malaysia risultano zone di "ricerca fondi" e le Filippine di "esercitazioni" terroristiche.



26/01/2016 11:36:00 INDONESIA
Jakarta, no ai “gruppi Lgbt” in università: Sono contro la cultura nazionale
Il Gruppo di supporto e ricerca sugli studi sessuali (Sgrc) vuole aprire un centro all’interno della University of Indonesia. Ministro dell’Istruzione: “I gruppi Lgbt non sono autorizzati a fare propaganda in alcun campus universitario che sia sotto la gestione del ministero”. “I loro diritti vanno rispettati solo come cittadini dello Stato”.
















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